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Red 11 giugno 2019
“Dentro & fuori”: percorsi da e per il carcere in Italia, è in programma venerdì e sabato, nelle aule del Dipartimento di Giurisprudenza dell´Università degli studi di Sassari, in Viale Mancini 3
Sassari crocevia della realtà penitenziaria


SASSARI - La città di Sassari per due giorni, venerdì 14 e sabato 15 giugno, sarà punto di riferimento nazionale per il mondo del carcere, visto da dentro e da fuori. “Dentro & fuori”, non a caso, è il titolo del workshop organizzato dal Polo universitario penitenziario dell'Università degli studi di Sassari con la Conferenza nazionale universitaria dei Poli penitenziari della Crui, al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, al Dipartimento Giustizia minorile e di Comunità del Ministero della Giustizia, al Centro Giustizia minorile di Cagliari, all'Ufficio Interdistrettuale per l’esecuzione penale esterna di Cagliari. L'evento si terrà nelle Aule Segni, Cossiga e Mossa del Dipartimento di Giurisprudenza, in Viale Mancini 3 ed occuperà interamente la giornata di venerdì, dalle 9 alle 20, e la giornata di sabato, dalle 9 alle 17. Il workshop prevede una prima sessione intitolata “Prima della detenzione, percorsi verso il carcere” (venerdì, dalle 9 alle 13.30), una seconda intitolata “Durante la detenzione, percorsi nel carcere” (venerdì, dalle 14.30 alle 20), ed una terza, che si svolgerà sabato, dalle 9 alle 13.30, dal titolo “Dopo la detenzione: giustizia di comunità, percorsi di inclusione e welfare generativo sul territorio”.

Il menù della due giorni è ricchissimo, grazie al coinvolgimento di associazioni, ordini professionali, istituzioni, case editrici che contribuiranno a dar vita ad una manifestazione polifonica “in cui nessuno insegna o impara soltanto, ma nella quale tutti i partecipanti, relatori inclusi, si contaminano a vicenda – afferma il delegato rettorale del Polo universitario penitenziario Emmanuele Farris – con l’intento di creare o rafforzare utili sinergie che facilitino in futuro i processi di reinserimento dei detenuti, attraverso lo studio e la formazione in generale, in un’ottica di resilienza del tessuto sociale e istituzionale”. “L’Università di Sassari porta avanti con decisione una strategia basata su tre pilastri – ribadisce il rettore Massimo Carpinelli – dove accanto a innovazione e internazionalizzazione diamo un peso notevole all’inclusione; in un territorio che manifesta diversi segnali di sofferenza economico-sociale, è importante strutturare un ateneo inclusivo, che sappia offrire la possibilità di percorsi formativi di alto livello anche a chi si trova ai margini, tessendo una rete di relazioni istituzionali e col terzo settore per rendere più efficace la nostra azione”.

Grazie alla struttura del workshop, pensato con una sessione plenaria e tre parallele durante ogni mezza giornata (quindi, in totale, tre plenarie e nove parallele), la varietà è tale, che c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Le tre sessioni parallele sono orientate una con un taglio più istituzionale, una con un taglio accademico ed una terza più eterogenea, dedicata ad aspetti particolari, al terzo settore, ecc. Il venerdì mattina - dopo la plenaria e contemporaneamente alle due sessioni istituzionali (sui percorsi di devianza e detenzione minorile) e accademica (aspetti pedagogici, sociologici e psicologici della devianza) - tra le sessioni eterogenee è da sottolineare sicuramente l'appuntamento del tutto originale con l'editoria carceraria, previsto per il 14 giugno, in aula Mossa, dalle 10.30 alle 13.30. Questa parte del workshop, accreditata come corso di formazione dall'Ordine dei giornalisti della Sardegna, sarà moderata da Angela Trentini, giornalista Rai ed autrice assieme a Maurizio Gronchi del libro “La speranza oltre le sbarre” (Edizioni San Paolo, 2018). Saranno presentati numerosi casi editoriali che, nascendo dalle profondità del carcere, comunicano la speranza di un “dopo” sempre possibile, di un “fuori” dal carcere, che arriva come conseguenza e conquista successiva alle fatiche del “dentro”. Tra gli altri, Giovanni Gelsomino (giornalista ed operatore carcerario) con “La luna del pomeriggio”; Alessio Attanasio, “L’inferno dei regimi differenziati”; Paolo Bellotti (educatore del Carcere di Alghero), “Visti da dentro”; Pietro Buffa (dirigente del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria ed ex direttore del carcere di Torino) “La galera ha i confini dei vostri cervelli”; Federico Caputo “Sensi ristretti”; Elton Kalica e Simone Santorso “Farsi la galera. Spazi e culture del penitenziario”. Interverranno gli autori Trentini, Buffa, Belotti, Kalica e gli ex detenuti Elton Kalica e Federico Caputo, che offriranno una testimonianza diretta della propria esperienza.

Nel pomeriggio (aula Segni, alle 14.30) il workshop prosegue con Fabio Masi, regista Rai ed autore, con Attilio Frasca, del libro “Cento lettere. Dalle sbarre alle stelle” (edizioni Itaca). Da questo volume è stato tratto lo spettacolo omonimo prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo e messo in scena dai detenuti della Casa circondariale di Pescara, con la partecipazione dell’attore Flavio Insinna e la regia di Ariele Vincenti, che sarà presente.Nella stessa sessione, durante l'introduzione plenaria, sarà presentato dall’autore, in anteprima, il documentario “Le carte liberate”, di Bonifacio Angius. A seguire, sempre il venerdì pomeriggio - oltre alle due sessioni istituzionali (una riflessione sui percorsi detentivi ed i modelli trattamentali in Italia) ed accademica sui diritti e doveri in carcere - molto originale la sessione dedicata alla società civile e terzo settore in carcere, coordinata da Amnesty international ed Associazione Antigone, che propone numerosi contributi regionali e nazionali, tra cui l’esperienza di Ristretti orizzonti (Padova).

La giornata di sabato sarà dedicata principalmente ai percorsi “fuori” dal carcere, con particolare riferimento alle possibilità di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Questa parte è sviluppata grazie all'apporto dell'Ufficio di esecuzione penale esterna della Sardegna (sessione istituzionale), con numerose esperienze sia degli operatori del sistema dell’esecuzione penale esterna, sia di ex detenuti. Tra gli strumenti che rendono possibile il reinserimento sociale degli ex detenuti, l’Università italiana crede profondamente nel valoredell’istruzione, e per questo il Polo universitario dell’Università di Sassari e la Conferenza nazionale universitaria dei poli penitenziari propongono, con il coordinamento del Centro studi scuola pubblica una sessione interamente dedicata alla teoria ed alla pratica dello studio universitario in carcere che attualmente coinvolge quasi settecento detenuti in oltre cinquanta istituti penitenziari italiani, afferenti a circa trenta università pubbliche. Dalle 15 alle 17, è previsto un momento conclusivo di dibattito al quale i giornalisti e tutti gli interessati sono invitati a partecipare. Il workshop è una delle azioni previste dal Piano di comunicazione del Polo universitario penitenziario dell'Università di Sassari. Poiché l'evento è finanziato con fondi ministeriali, la partecipazione ai lavori è totalmente gratuita, aperta a tutti i cittadini che volessero dedicare qualche ora a conoscere meglio una realtà troppo spesso nascosta ed ignorata. Non è necessario iscriversi: ai partecipanti sarà chiesto solo di registrarsi all’ingresso.
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