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Red 1 ottobre 2019
Secondo Fam trip con tour operator ed agenti di viaggio del Regno Unito. L’iniziativa è stata organizzata da Confindustria Centro nord Sardegna e dalla Camera di commercio del nord Sardegna
Eccellenze settore ricettivo sardo: ritornano gli inglesi


OLBIA - Con una doppia tappa finale a Porto Cervo si è concluso sabato il secondo “Fam trip” del 2019 (il primo era stato a maggio) dedicato a tour operator ed agenzie britanniche, nell’ambito del progetto “Sardinia fine time” promosso da Confindustria Centro nord Sardegna e dalla Camera di commercio del nord Sardegna nell’ambito del Programma di internazionalizzazione della Regione Sardegna finanziato dall’Assessorato dell’Industria (con il supporto tecnico della società di consulenza Octagona). Stavolta gli ospiti, arrivati mercoledì da Londra-Stansted all’aeroporto di Olbia, hanno visitato e soggiornato in cinque strutture ricettive del nord est dell’Isola, da Oliena (“Su Gologone”) a San Teodoro (“Due lune”, “Fenicottero rosa” e “Don Diego”) e a Golfo Aranci (“Gabbiano azzurro”). Una nuova occasione per conoscere meglio l’offerta delle strutture alberghiere di alto livello ed anche alcuni prodotti agroalimentari e dell’artigianato sardo.

In totale, erano otto i tour operator britannici che hanno partecipato al Fam trip (Familiarization trip, ovvero “viaggio di familiarizzazione”, tour solitamente organizzato da tour operator o agenzie turistiche allo scopo di promuovere la destinazione ed i propri servizi tra gli operatori del settore. Solitamente sono riservati a quanti sono coinvolti nel processo di vendita e promozione di un particolare prodotto/proprietà/destinazione come agenti di viaggio, scrittori, giornalisti, blogger ed altri importanti partner commerciali). Nella giornata conclusiva, hanno fatto tappa prima alla Marina di Porto Cervo. Il progetto Sardinia fine time (presenti, nell’occasione, i rappresentanti della Confindustria Centro nord Sardegna, guidati dal direttore Giansimone Masia) si è così incontrato con il progetto “Insula”, del Cipnes di Olbia, anch’esso inserito nel Programma regionale di internazionalizzazione, rivolto a mettere in risalto le eccellenze dell’agroalimentare e dell’artigianato isolano. Gli ospiti hanno avuto modo di apprezzare l’alta qualità dei prodotti sardi e hanno potuto portare in Gran Bretagna un ricordo di questa esperienza. Subito dopo, il tour è proseguito al Pevero golf club, per una visita alla struttura ed al “green”, per la promozione anche di questa opportunità di vacanza in Sardegna per uno sport, il golf, che nel Regno unito ha una lunga tradizione e migliaia di appassionati.

Gli ospiti britannici hanno espresso valutazioni ottime su ciò che hanno visto nel corso del Fam trip. Per Shaun Screen, tour operator titolare dell’“Independent travel experts”, «l’ospitalità e la qualità degli alberghi in cui siamo stati sono eccellenti. Mi ha inoltre colpito la bellezza dei luoghi, con spiagge che non hanno nulla da invidiare a quelle caraibiche. Non manca insomma assolutamente nulla: ci sono clima, cultura, cibo e vino». Un suggerimento: allungare la stagione. «Tenete presente che in Inghilterra c’è il periodo delle vacanze scolastiche tra fine ottobre e primi di novembre. E la Sardegna sarebbe una destinazione perfetta per le famiglie. Ma servono collegamenti aerei diretti, anche quotidiani, comunque più frequenti». Giudizio più che positivo anche da Louise Lupton, del “Savile row travel”. «Le strutture in cui siamo stati meritano il voto massimo. Un po’ delude però scoprire che il nord della Sardegna non può contare su quei collegamenti aerei che ci si aspetterebbe. Un dato importante, soprattutto per un agente di viaggio che vuole programmare per esempio uno “short break” o un “long weekend” e non una vacanza più lunga che invece consente di prendere in considerazione alternative come collegamenti con scali a Roma o Milano o col traghetto». Un altro elemento è poi quello del clima. Anche in inverno la risposta da parte dei turisti britannici sarebbe positiva. «Per noi, 18gradi a dicembre non costituirebbero un limite».

Il progetto Sft si articola in due sottoprogetti, dedicati all’ospitalità ed all’agroalimentare. Prevede specifiche sinergie ed interazioni tra le attività di comunicazione di marketing, con spazi e momenti di attività “incoming” ed “outgoing” di operatori del settore ricettivo dedicati alla valorizzazione dell’offerta turistico-alberghiera della Sardegna e dei prodotti agroalimentari. La promozione all'estero dei prodotti agroalimentari che fanno parte del progetto sarà indirizzata in particolare al mercato tedesco. Il tutto, con una valorizzazione attraverso forti richiami circa la terra d'origine dei prodotti, che è innanzitutto terra di grande “appeal” turistico. Nei giorni scorsi, un Fam trip ha portato altri tour operator ed agenti di viaggio britannici al “T-Hotel” di Cagliari ed al “Cormoran hotel” di Villasimius. Il progetto proseguirà con nuove azioni, anche all’estero, in fase di definizione.
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