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Oristano NewsnotiziealgheroPoliticaAmministrazioneMeta, Psd´Az all´attacco: Tedde annebbiato
Cor 15 novembre 2019
«Ci risparmi i suoi giudizi troppo interessati». Partito Sardo d´Azione un fiume in piena ad Alghero sul caso Fondazione: «E´ certamente inopportuno e eticamente riprovevole che a capo di una società partecipata pubblica possa essere nominato chi ha già incassato una condanna»
Meta, Psd´Az all´attacco: Tedde annebbiato


ALGHERO - «Ciò che il Consulente regionale definisce decadimento culturale, manifestando disgusto per un appello al buon senso, che tutto sommato suggerisce un ravvedimento operoso per un episodio sul piano morale non edificante, ci costringe ad una breve precisazione. Ciò, non per insistere nella “barbarie politica”, secondo il giudizio interessato e certamente inaccettabile del “Consulente regionale”, ma per precisare che la normativa, in altra nota da lui richiamata, circa l’inconferibilità di incarichi per chi ha avuto condanna anche con sentenza non passata in giudicato per reati contro la Pubblica Amministrazione, conferma la validità del nostro suggerimento al Sindaco espresso dal Psd'Az onde evitare imbarazzanti esposizioni a facili e scontati attacchi».

Il Psd'Az risponde a muso duro a Marco Tedde, ex sindaco di Alghero, già consigliere regionale e fresco di nomina come consulente nel gabinetto dell'assessorato regionale al Lavoro, che in occasione delle considerazioni sulla nomina di Andrea Delogu nel Cda della Fondazione Alghero da parte del Psd'Az [LEGGI], aveva tentando di fare da para-fulmine e tracciato la road-map per il futuro del Quarter [LEGGI]. «Infatti - attaccano Giuliano Tavera e compagni - se la presunzione d’innocenza viene sospesa per chi è stato condannato con sentenza anche se non passata in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione, in occasione del conferimento di incarichi, è poco comprensibile che lo stesso principio non debba essere applicato per chi è stato condannato per reati societari in danno della società civile».

«Tuttavia, comprensibile o meno, è certamente inopportuno e eticamente riprovevole che a capo di una società partecipata pubblica possa essere nominato chi ha già incassato una condanna, ed è “causidico”, non d’accatto, ma in malafede, colui che non vede che se la sentenza non definitiva costituisce ostacolo oggettivo per i reati contro la P.A., una sentenza grave sul piano sociale non possa costituire un richiamo morale ad astenersi dal nominare condannati anche se non definitivi, per reati di rilevante allarme in campo economico e sociale. Tutti poi aspettiamo la sentenza definitiva per il giudizio sulla persona, confidando nella sua totale innocenza, ma per favore, sig. Consulente regionale ci risparmi i suoi giudizi troppo interessati sul piano politico che le annebbiano la mente normalmente precisa e intelligente» conclude la nota del Partito Sardo d'Azione.
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