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Oristano NewsnotiziesardegnaOpinioniPoliticaLa Giunta vara il piano antitrasparenza
Francesco Agus 21 novembre 2019
L'opinione di Francesco Agus
La Giunta vara il piano antitrasparenza


Le dichiarazioni dell’assessora al Personale, che raramente abbiamo visto nell’aula di Via Roma e di cui pochi in Consiglio regionale hanno udito la voce, ci fanno cadere le braccia. Spiace constatare ancora una volta che un assessore venga utilizzato come parafulmine per coprire vicende grottesche mai viste prima in Regione, in alcuni casi neppure condivise dalle stesse forze che sostengono la Giunta. Contro ogni regola sulla trasparenza, ma anche contro il buon senso, la componente dell’Esecutivo vorrebbe far credere ai cittadini che il sistema architettato per eludere le norme sulla pubblicazione degli atti sia in realtà un modo per semplificarci la vita e rendere più rapido l’accesso alle deliberazioni della Giunta. L’unica spiegazione che abbiamo trovato al sorprendente comunicato dell’assessora, diffuso il 7 novembre e pubblicato dai giornali, è che sia scritto nella neolingua utilizzata in “1984” di George Orwell, che faceva si che per gli abitanti di Oceania “menzogna” fosse il nuovo nome della verità. In questo caso, dando alla cortina fumogena creata ad arte per nascondere gli atti pubblici il nome di “trasparenza”. “Sarà sufficiente chiedere una notifica di avvenuta pubblicazione direttamente al proprio indirizzo mail”, ci informa l’assessora.

Le sarà forse sfuggito, ma difficilmente può esserlo anche ai suoi uffici, che è obbligatorio per legge pubblicare sul sito istituzionale documenti, informazioni e dati sull'organizzazione e l'attività della amministrazione. Non solo: chiunque deve poter accedere al sito direttamente e immediatamente, senza autenticazione e identificazione. Non siamo certo stupiti, visto che nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale della Regione (dopo ormai otto mesi) non è consultabile nessuno dei documenti previsti: non sono ancora stati pubblicati, infatti, i nomi di gran parte dei componenti dei dodici staff politici degli Assessorati, dei componenti dell’ufficio stampa, compresi tutti i rispettivi curriculum. Per alcuni direttori generali è poi già noto ai più che i curriculum siano stati pubblicati solo a seguito di diverse istanze di accesso agli atti amministrativi della Regione. Tuttavia, ancora oggi, riscontriamo una certa timidezza a volerli pubblicare per alcune delle massime figure dirigenziali. Risultano, inoltre, inaccessibili, tanto nel sito web quanto attraverso richieste di accesso agli atti presentate dai consiglieri di Minoranza, decine di deliberazioni, tra cui quelle relative alle nomine dei commissari di diverse agenzie regionali. Eppure, nella stessa sezione del sito, si fa riferimento alle sanzioni per mancata comunicazione dei dati.

Ma che idea hanno questi signori della “politica al servizio del popolo/cittadino”? Cosa intendono per immediatezza e trasparenza? Vorrebbe far credere, l’assessora, che nel Terzo millennio sia terribilmente complicato pubblicare nel sito web della Regione il file di un atto approvato dalla sua Giunta, già disponibile in formato digitale al momento della sua discussione? E’ credibile sostenere che a distanza di mesi dalla loro approvazione sia impossibile pubblicare i testi di delibere con le quali la Giunta ha disposto variazioni di bilancio, nomine in enti regionali, disegni di legge per la riorganizzazione interna o la reinterpretazione di norme? Chiediamo che venga immediatamente ripristinato il sistema di regole stabilite dalla legge, la cui elusione non rientra nelle disponibilità della Giunta di turno, e che le delibere approvate siano immediatamente cliccabili al termine di ogni seduta. Nei prossimi giorni, presenteremo un’interrogazione in materia e segnaleremo queste evidenti violazioni alle autorità competenti in materia di trasparenza e anticorruzione.

* capogruppo Progressisti in Consiglio regionale
Commenti
20:02
Se constatiamo che la funzione di “figlio” viene svolta da: un consigliere comunale in carica fortemente compromesso con la titolarità della società di gestione; mentre la funzione di “figliastro” viene svolta da: Antonello Cuccureddu, la cui figlia era candidata nelle file del Psd´Az, allora l´espressione assume un significato più forte: quello della disparità di trattamento, che ci riporta anche ad infividuare l´abuso, ovvero l´omossione in atti d´ufficio. Bentornata Alghero! Ma quale Alghero trova? Quella della giustizia oppure quella dei figli e figliastri?
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