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Oristano NewsnotizieolbiaOpinioniSanitàTroppe carenze in medicina all'Asl Olbia
Alessandro Nasone 31 marzo 2016
L'opinione di Alessandro Nasone
Troppe carenze in medicina all'Asl Olbia


Anche i reparti di medicina generale della Asl di Olbia, non sono immuni dal caos che regna ormai sovrano nella sanità sarda. infatti, a seguito delle numerose richieste di aiuto ricevute dai colleghi, il Nursing Up, sindacato degli infermieri, intende intervenire denunciando la grave situazione, sensibilizzando i cittadini e le istituzioni. Condizioni critiche, che da troppo tempo pesano sulle spalle dei lavoratori, in particolar modo del personale infermieristico, oberato eccessivamente di carico assistenziale e responsabilità. L’intero personale sanitario, è costretto a lavorare di corsa e sotto pressione, aumentando vertiginosamente il margine d’errore, errori che lavorando con la vita delle persone, potrebbero risultare fatali. Ancora, la dirigenza, ma anche i cittadini, devono essere al corrente che con estrema difficoltà si riesce a garantire i Livelli Essenziali Assistenza, i servizi igienici e assistenziali di primo livello.

Il personale è stanco, non si riesce a garantire i riposi, le ferie, le malattie e tutte le tutele del lavoratore nei confronti della famiglia e a salvaguardia della vita privata. Anche nel nord-ovest dell’Isola, il problema principale risulta essere la carenza cronica di personale, in barba a ciò che affermano le istituzioni regionali preposte, qua non ci riferiamo di certo al personale amministrativo o chissà di che tipo, ma personale che eroga assistenza alla persona, personale che opera attivamente 24 ore su 24 sul paziente. Il Decreto Legge 502/1992 indica che per calcolare il carico di lavoro bisognerebbe far riferimento al fattore tempo, ossia i minuti di assistenza erogati giornalmente per singolo paziente. Ci pare abbastanza evidente e palese, che il tempo dedicato ad ogni singolo utente è davvero poco, non sufficiente per prendersi cura dei suoi bisogni, sembra quasi che la velocità e l’iper attività che ogni giorno condizionano la nostra vita, si voglia trasferire sull’attività assistenziale, sulla vita dei cittadini, quelli meno fortunati, perché oltre ad essere malati non hanno la possibilità di curarsi nelle cliniche private. Ma tutti, senza differenza alcuna, devono capire che si lavora per il benessere e la vita degli individui e dei loro cari, e non per la volevi di esecuzione in rapporto alla quantità. Sovente si presentano ricoveri impropri, che intasano un reparto già di per sé allo stremo, e ancora più spesso, anzi ormai è la norma, si assiste a ricoveri in barella.

Precisiamo che i ricoveri in barella sono estremamente pericolosi, per utenti e operatori, poiché oltre a violare e ledere totalmente la privacy degli utenti, questi ultimi vengono esposti a rischi importanti per la propria incolumità; Gli operatori esposti a rischi penali e civili, e in particolare modo gli infermieri che lavorando su pazienti in barella, spesso gravi, ravvedono un totale disinteresse delle istituzioni preposte per la propria professionalità e per gli obblighi deontologici che essi possiedono. In periodo di approvazione della rete ospedaliera, chiediamo alla politica regionale e alle istituzioni, di aprire una proficua stagione di dibattito e proposte, con le parti interessate, la carne viva della sanità quotidiana, al fine di erogare al meglio i servizi all’utenza isolana.

* segretario provinciale del Nursing Up
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