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A.B. 28 aprile 2016
Governo conferma: «Budelli dev´essere pubblica»
«Il tribunale nel tenga subito conto», dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, promotore delle petizione Budelli Bene Comune e già ministro dell’Ambiente. «La riserva integrale non si tocca, stop ai boicottaggi, si proceda subito a chiudere vertenza dopo quasi tre anni dalla decisione del Parlamento»


LA MADDALENA - Si è tenuta questa mattina (giovedì), in occasione del giorno dedicato alla Sardegna, la conferenza stampa su “Sa Die de Sa Sardigna, Isula de Budelli, beni de sa Comunidade”. Ad intervenire, Alfonso Pecoraro Scanio (promotore delle petizione Budelli Bene Comune e già ministro dell’Ambiente), Serena Pellegrino (vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e firmataria dell’interrogazione question time presentata ieri in Commissione Ambiente, cui ha risposto il ministro dell’Ambiente), Roberto Cotti (senatore M5S), Rosalba Giugni (presidente Marevivo), Patrizia Fantilli (ufficio legale Wwf Italia) e Mauro Pili (deputato Gruppo Misto). In Piazza Barberini, Pecoraro Scanio e Jimmy Ghione hanno lanciato l’appello al Governo, al Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ed alla Regione Autonoma della Sardegna, perché si chiuda la stagione dei boicottaggi contro la riserva integrale e si rispetti la decisione del Parlamento nel 2013, che ha deciso che il Parco nazionale esercitasse il diritto di prelazione per l'acquisto dell'isola, destinando 3milioni di euro con questa specifica designazione [LEGGI].

«Nel giorno nazionale dedicato alla Sardegna - dichiara l'ex ministro - abbiamo voluto evidenziare la nostra azione di tutela a favore dell’isola di Budelli, affinché diventi patrimonio dello Stato italiano. Una decisione già presa dal Parlamento nel 2013, ma nonostante i fondi destinati all’acquisto dell’isola da parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, l’11 aprile alcuni consiglieri del Consiglio di Amministrazione del Parco hanno deliberato, in modo illegittimo, di non volerla più acquisire. Oltre 100mila persone hanno già firmato l’appello per salvare Budelli e ora, anche il sottosegretario di Stato Silvia Velo ha confermato che Budelli deve essere pubblica, tenendo conto della decisione del Parlamento e dello stanziamento dei fondi destinati esclusivamente per l’acquisto dell’isola. La riserva integrale non si tocca, stop ai boicottaggi si proceda subito a chiudere vertenza dopo quasi tre anni dalla decisione del parlamento è assurdo che ancora non si sia giunti a una decisione definitiva sull’acquisto. Il Tribunale tenga subito conto di quanto espresso dal Ministero dell’Ambiente. Lo stesso presidente del Consiglio della Regione Sardegna Gianfranco Ganau ha detto che la Regione Sardegna vuole che Budelli sia patrimonio pubblico».

«Si è raggiunto questo risultato – spiega Pellegrino - con una fatica enorme. Far passare questo emendamento in Commissione Ambiente e stanziare 3ilioni di euro per acquisire di nuovo la proprietà di una perla rara come Budelli è stata una conquista eccezionale. Sembra quindi incredibile, dopo aver ottenuto questo risultato che oggi siamo qui di nuovo a rivendicare quanto ottenuto dalle istituzioni per un “colpo di mano” all’interno del Consiglio del Parco, dove si rigetta la volontà di acquisire la proprietà dell’isola. L’isola di Budelli non è una risorsa solo per la Sardegna, ma per tutto il popolo italiano e per l’umanità. Dobbiamo salvaguardare sempre di più queste piccole perle della nostra madre terra, senza rivendicare le ricadute economiche, ma mettendo in primo piano quelle ecologiche». Ancora non sono stati annunciati i possibili provvedimenti nei confronti di quei consiglieri del Parco che hanno adottato una delibera assurda e nulla, utilizzata in tribunale dall’avvocato di Harte, come dichiarato Pili durante la conferenza stampa, per ritardare ulteriormente gli adempimenti dovuti alla chiusura della vicenda giudiziaria.

«Una legge dello Stato ha stanziato 3milioni di euro che sono già nelle casse del tribunale di Tempio Pausania da due anni – afferma Fantilli - che ha già fatto il decreto di trasferimento della proprietà. L’isola di Budelli è già di tutti, non si riesce a capire perché alcuni consiglieri del Parco tentano di realizzare interventi contrari. Tutte le associazioni sono mobilitate manca solo l’azione del Governo. Non è possibile tornare indietro, perché quella legge dello Stato è stata fatta con una deroga al divieto di acquisto di immobili da parte dello Stato a titolo oneroso, una delega speciale solo perché Budelli diventasse pubblica». «Di tutte le nostre isole, Budelli è particolarmente speciale. Quei consiglieri del Parco - commenta Giugni nel suo intervento – che hanno fatto questo tipo di azione, assolutamente contro legge, devono essere rimossi, perché se devono far parte della protezione del Parco non possono permettersi azioni che vanno contro la tutela del mare, elemento preziosissimo per la vita dell’uomo sul pianeta terra. Proteggerlo è un nostro dovere».

Nella foto: un momento dell'incontro di oggi
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