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Alessandro Balzani
6 luglio 2016
L'opinione di Alessandro Balzani
Sui reflui l´onorevole ricorda solo in parte
Per scaricare alcune pesanti responsabilità derivanti dal depuratore di San Marco, prima fra tutte la “marea gialla”, l’On. Marco Tedde non ha perso un solo minuto nel commentare con soddisfazione l’approvazione della proposta di utilizzo parziale delle acque reflue in agricoltura, come già avvenuto nel 2011 quando egli era il sindaco di Alghero.
È di pochi giorni fa, infatti, la notizia della stipula di un protocollo di intesa siglato a Cagliari che, in via sperimentale, prevederebbe un parziale utilizzo delle acque reflue in agricoltura, con l’affidamento al Consorzio di Bonifica della Nurra di predisporre un nuovo Piano di Gestione.
Tedde ricorda che già nell’estate del 2011 fu fatta una sperimentazione analoga utilizzando parte delle acque reflue in agricoltura ma l’esito, che l’Onorevole dimentica, fu certificato proprio dal Consorzio di Bonifica della Nurra: «si sospende l’utilizzo delle acque reflue in agricoltura in quanto è impossibile la miscelazione in condotta con le acque grezze del Cuga e non vi è la garanzia di sicurezza prevista dalla legge». Ora, a cinque anni di distanza, si vuol riproporre una nuova sperimentazione (sempre con la miscelazione in condotta obbligatoria per legge) con mandato al Consorzio di Bonifica della Nurra di aggiornare il Piano di Gestione, in quanto l'applicazione di quello esistente produsse la bocciatura del progetto di utilizzo delle acque reflue (oggi rivendicato dall’On. Tedde!).
Volendo pensare in positivo, ovvero che la nuova sperimentazione proposta abbia successo, dobbiamo rilevare che l'idea, per quanto importante, non sarà decisiva per la risoluzione del problema “marea gialla”. Questo perché, nei pochi mesi della stagione irrigua, sarebbe possibile utilizzare solo i reflui di una parte del “ramo sud“ della condotta e che, tenendo conto delle esigenze del comparto agricolo come comunicate dal Consorzio di Bonifica della Nurra si arriverebbe a superare, di poco, un terzo delle acque depurate.
È evidente che la rimanenza delle acque depurate, poco meno dei due terzi, continuerebbe a essere scaricata nel Rio Filibertu mantenendo sempre le condizioni per la formazione della “marea gialla”. In conclusione, pur rimanendo scettici sulla nuova sperimentazione, riteniamo positivo che la Regione stia tentando di risolvere, seppur in ritardo, l’annoso problema della “marea gialla” e ricordiamo all’On. Tedde che, probabilmente, gli eventuali risultati positivi saranno solo parziali e non riusciranno a distogliere l’attenzione dalle criticità strutturali provocate dalla scelta dell’ubicazione del depuratore di San Marco.
*Per Coordinamento cittadino Riformatori Alghero
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