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Marco Tedde
13 ottobre 2016
L'opinione di Marco Tedde
Trapani co-marketing Ryanair, Regione al palo
La prosecuzione dei voli Ryanair sull'aeroporto di Trapani è stata ribadita con un accordo di co-marketing valido fino al marzo prossimo stipulato con "Airport Marketing Service Limited", società che gestisce il marketing di Ryanair. Intanto la Regione Sicilia sta definendo i contorni del nuovo accordo con la "Ams" per il triennio 2017-2019. Sul tema prosegue, invece, il silenzio di Pigliaru e Deiana che viene rotto talvolta da flebili dichiarazioni che tendono a rappresentare una difficoltà interpretativa delle norme sul low cost e a contrabbandare un attivismo inesistente. Con a contorno inutili incontri con ministri e sottosegretari. Da novembre dello scorso anno - precisa il consigliere regionale di FI - segnaliamo inutilmente che il quadro normativo in materia di low cost è chiaro, sia a livello comunitario che statale. La Comunicazione 2014/C della Commissione europea, il decreto Lupi e le direttive Enac non hanno necessità di grandi operazioni ermeneutiche.
Ormai i sardi stanno maturando il convincimento che Pigliaru e Deiana non hanno intenzione di varare un piano per il sostegno al low cost e di ricapitalizzare la Sogeaal. Ricapitalizzazione che ad agosto i due hanno subordinata alla cessione a privati della maggioranza azionaria della società, fallita per ben 11 volte, sostenendo la tesi infondata che per ricapitalizzare occorre contestualmente privatizzare. Tesi contraddetta dalla giurisprudenza della Corte dei Conti che aveva consolidato il principio secondo il quale il soccorso finanziario è consentito in presenza di un piano di risanamento che disegni un ragionevole raggiungimento dell'equilibrio finanziario nel medio termine. Il 23 di settembre è entrato in vigore il Decreto Lgs. 175, che attuando la legge Madia prevede espressamente il medesimo principio ed elimina ogni dubbio in proposito. Non ci sono più alibi.
In origine l'ostacolo brandito dal duo Pigliaru e Deiana era costituito dalla pendenza della procedura di infrazione della Commissione Europea sulla legge 10, che ha sostenuto il low cost fino al dicembre del 2013, e dall'addizionale sui diritti di imbarco di 2,50 euro prevista da Renzi col voto favorevole dei parlamentari del PD. Emanato il pronunciamento favorevole per la Sogeaal sulla legge 10 e sospesa l'addizionale il paravento era costituito dalla tesi bizzarra secondo la quale la decisione della Commissione Europea precisava ciò che non si poteva fare "ma non quello che si può fare in tema di low cost". E a seguire lo scudo simulato della necessità della ricapitalizzazione contestuale alla privatizzazione. Ma oggi non ci sono più alibi. E' arrivato il momento delle scelte. Occorre ricapitalizzare immediatamente approvando con urgenza la proposta di legge di FI, senza passare attraverso l'esame della Commissione.
Percorso a cui si sono purtroppo opposti i capigruppo della maggioranza di centrosinistra. Per poi cedere il pacchetto azionario di maggioranza, ma all'interno di una procedura ad evidenza pubblica che valorizzi l'offerta tecnica, e cioè il progetto di gestione e di rilancio con gli obbiettivi industriali. Nel frattempo la Regione intervenga per sostenere il low cost secondo i principi dell’investitore in un’economia di mercato che punta a ricavi incrementali, come prevede l'attuale quadro normativo. Occorre arginare l'emorragia di passeggeri dell'aeroporto di Alghero che nei primi 8 mesi del 2016 ne ha persi 230 mila. E Pigliaru e Deiana inizino a prendere coscienza che sono il Presidente e l'assessore dei trasporti della Regione Sardegna.
*Consigliere regionale Forza Italia
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