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Luigi Coppola 9 luglio 2007
"Blue Note" omaggia Benny Morè
L’associazione Blue Note presenta “El Barbaro del Ritmo”. Le note cubane dell’artista rivisitate dall’Orchestra Jazz della Sardegna. Con le voci recitanti di Daniela Cossiga e Sante Maurizi, l’esordio a Portotorres mercoledì 11 luglio


SASSARI - “..Era Benny Moré nell’interpretazione di Soy campesino (son montuno di Senén Suarez), un omaggio affettuoso all’ambiente rurale da cui proveniva e dove apprese i primi rudimenti del tres, i canti della terra e ad improvvisare versi, serenate e melodie. Infatti El sonero mayor Bartolomé Maximiliano Moré, nacque nel 1919 nel bel mezzo dell’isola caraibica a Santa Isabel de las Lajas (Cienfuegos). Benny crebbe in quest’ambiente agroindustriale, lavorando nei campi, tagliando canna da zucchero, coltivando frutta da vendere in paese. Furono numerose le influenze culturali (in particolare quella congo ereditata dalla madre) che contribuirono alla ricca formazione artistica di Benny, compreso l’ambiente campesino. Infatti nessuno come lui può vantare la capacità di attraversare i vari stili, tanto da conquistarsi titoli come El barbaro del ritmo, quello di El sonero mayor, ecc. e per sottolineare la sua versatilità il cantante Miguelito Cuní disse che Benny Moré era un sonero eccezionale, un rumbero magnifico e un geniale improvvisatore. E quest’ultima qualità, in gran parte innata, certamente la sviluppò nel mondo guajiro, nel corso della sua infanzia e soprattutto quando lavorava la terra. Qui, nel tentativo di far divertire e di stupire gli altri, incominciò a improvvisare versi e a cantarli: nacque così anche il Benny repentista. Ecco perché si parla della musica guajira attraverso el Benny, che salì alla ribalta con la guaracha, la rumba e il bolero, ma che in qualche modo s’ispirava alle sue origini campesine. Come è successo ad altri artisti. Infatti in varie composizioni di Benny Morè, anche se suonate a tempo di cha cha cha o di altri ritmi e con la sua impareggiabile musicalità, si possono ascoltare le tracce della tonada guajira e i testi in décima, elementi tipici del folklore contadino cubano. A tal proposito José Loyola Fernandez (rivista Bohemia, 24/08/2001) ci fa notare due esempi con gli ingredienti appena descritti: Santa Isabel de las Lajas e Cienfuegos. I brani, infatti, presentano testi in decima, musicati in modo originale ma ispirati alla tonada guajira, le forme poetico-musicali che Bartolomé praticava fin da ragazzino, durante il tempo libero e per guadagnare qualche pesos, alle feste campesine. Feste che erano e sono ancora oggi manifestazioni di baldoria collettiva, conosciute nell’isola con nomi diversi ma con lo stesso significato: parranda, guateque, changüi, son e rumbita campesina…”. La puntuale descrizione che Gianfranco Grilli offre dell’artista caraibico rivivrà nell’omaggio musicale che l’Associazione Blue Note Orchestra ha allestito con un carnet di spettacoli dedicati. Il primo dei quali sarà domani sera a Portotorres con inizio alle 21,30 nella Piazza Umberto I. Con la direzione di Giovanni Agostino Frassetto, sul palco animeranno la serata le voci narranti di Daniela Cossiga e Sante Maurizi. La voce solista sarà Antonello Franca. Le notti con il jazz caraibico di Morè proseguiranno ad Ozieri il 13 luglio; Palau (10 agosto); Sennori (11 agosto) e Stintino (12 agosto).

Nella foto Benny More
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