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G.M.Z. 13 settembre 2007
Conferenza Nazionale Clima, parola agli esperti
Dopo Alghero, Napoli, Saint Vincent e Parma, studiosi ed esperti nella Capitale. Ha preso il via la Conferenza Nazionale sul Clima. Oggi seconda giornata di lavoro


ROMA - Perché il clima cambia? Per il contributo dei gas serra e per fattori naturali. Preoccupanti gli scenari delineati dagli esperti intervenuti a Roma in occasione della Conferenza Nazionale sul Clima: in una situazione di “business-as-usual”, cioè senza avviare azioni di mitigazione delle emissioni, la quantità di CO2 triplicherà entro il 2100. Di quanti gradi centigradi aumenterà la temperatura, invece, è un dato ancora molto incerto e il range di possibilità varia da 1 a 6°. Il cambiamento climatico potrebbe determinare la scomparsa della corrente del Golfo, l’effetto di ice-shelf nell’Antartide occidentale, lo scioglimento della Groelandia e la desertificazione di gran parte delle coste meridionali ed insulari. È realtà o fantascienza? «Purtroppo è realtà. Basta vedere cosa è accaduto nel febbraio-marzo del 2002 alla piattaforma di ghiaccio Larsen B in Antartide, collassata improvvisamente insieme ai suoi 500 milioni di tonnellate di ghiaccio», dichiara Filippo Giorgi vice presidente del Working Group 1 dell’IPCC. Lungo il percorso che ha portato alla Conferenza organizzata nella Capitale. Dal primo workshop di Alghero svoltosi a giugno, in cui si sono puntati gli occhi sul rischio desertificazione in Italia, alla conferenza di Parma, passando per Napoli e Saint Vincent. Deciso l’allarme lanciato dal ministro all’Ambiente Pecoraro Scanio: Nell'ipotesi ormai ampiamente superata che la temperatura globale cresca solo di 1,5 gradi, nel nostro Paese, i costi per far fronte ai danni prodotti dai cambiamenti climatici sono 50 miliardi di euro all'anno. nella situazione piu' catastrofica prevista a livello globale dal Rapporto Stern (crescita di 6 gradi di temperatura) i costi arriverebbero a 200 miliardi di euro l'anno. Il ministro ha chiesto al governo di considerare la sicurezza ambientale la priorità dell'azione di tutte le Istituzioni: «Spero - ha sottolineato Pecoraro - che da questa Conferenza possa uscire un manifesto per il clima per un adattamento sostenibile e per la sicurezza ambientale per il nostro Paese».

Nella foto il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio
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