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A.S. 11 settembre 2018
Riggio avverte: Ct1 verso la bocciatura
Nel suo ultimo discorso in Parlamento, il presidente dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) Vito Riggio ha parlato anche della possibilità concreta di bocciatura per quanto riguarda il nuovo bando sulla continuità territoriale della sardegna


CAGLIARI - Dopo 15 anni di presidenza dell'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) Vito Riggio ha parlato oggi innanzi alla commissione Trasporti della Camera dei deputati, per quella che dovrebbe essere la sua ultima audizione dal momento che il suo mandato terminerà nelle prossime settimane. «A Enac spetta la competenza per la costruzione, la gestione e la sicurezza degli aeroporti; un compito affidandogli da legge di Stato e dall'articolo 702 del Codice della navigazione» ha sottolineato. Il problema secondo Riggio sarebbe nelle espressioni, perché «project review è ambigua; andrebbe chiarito se è a livello tecnico o una revisione progettuale, perché questa spetta all'autorità politica, ma l'approvazione dei progetti presentati dalle società di gestione non può che essere competenze dell'Ente nazionale per l'aviazione civile».

Anche gli aspetti della sicurezza aeroportuale sono compiti esclusivi di Enac «sui quali la politica non deve interferire perché sarebbe un fatto gravissimo, dal momento che è necessario applicare non solo norme italiane ma anche e soprattutto quelle internazionali stabilite da Icao (Organizzazione internazionale per l'aviazione civile)». Nel suo discorso ha toccato anche l'aspetto degli investimenti sugli aeroporti, i quali ha ricordato Riggio «sono tutti a carico delle società di gestione, tranne nel caso di Firenze e di Salerno per i quali sono stati stanziati 50 e 40 milioni da un decreto legge». Il suo suggerimento è «di non toccare questo modello, perché finanziariamente per lo Stato sarebbe una catastrofe, anche perché nel corso degli ultimi 6 anni i tre aeroporti maggiori hanno effettuato investimenti sostanziosi: Fiumicino 1,2 miliardi, anche per Venezia è stato molto elevato ed è servito per raddoppiare le sue infrastrutture e in ultimo Milano-Malpensa che investe 100 milioni l'anno».

Il vero problema per il presidente di Enac sono gli aeroporti piccoli che strutturalmente «non possono avere utili di bilancio»; per questi «servirebbe un fondo di solidarietà che permetta di mantenerli aperti e pienamente operativi». Il compito però non è dell'Ente, perché l'unica responsabilità è quella di «garantire la sicurezza delle compagnie aeree e degli aeroporti, dove facciamo controlli continui sui bilanci per verificare la presenza di soldi in cassa necessari per effettuare interventi straordinari sugli aerei o sulle infrastrutture». Problema questo comune agli scali "falliti" o in seria difficoltà economica, come nel caso di Comiso, «l'unico aeroporto -continua Riggio- a non essere soggetto alla giurisdizione economica di Enac, dato che in maniera singolare fu auto attribuito dal comune di Comiso poiché sorgeva sul territorio demaniale comunale; L'unico caso in Italia in cui il Comune ha individuato in autonomia un partner».

I problemi economico-finanziari dell'aeroporto del ragusano potrebbero essere risolti tramite «un intervento della Sac di Catania che già ne detiene una parte; una visione che ho espresso anche nella riunione della Regione Sicilia a Catania dove partecipai per volontà di Musumeci». L'unica via possibile per il presidente è quella di «unire Catania con Comiso e Palermo con Trapani, ma le società di gestione dovrebbe prima essere privatizzate per rendere possibile l'accorpamento». Altro problema della "sua" Regione, la Sicilia, è quello della continuità territoriale, punto sul quale Riggio ha dichiarato che «è importante per Pantelleria e Lampedusa, anche se costa 38 milioni di Euro per tre anni». La domanda che si è posto è stata però «quanto costerebbe garantire a tutti i 5 milioni di residenti della Sicilia biglietti aerei a costi irrisori? Io conto almeno 1 miliardo. Forse converrebbe sostenerli economicamente i piccoli aeroporti aiutandoli con un bando pubblico che affidi collegamenti a compagnie low-cost. Un discorso - conclude - che vale anche per la Sardegna perché prima o poi la Commissione europea si pronuncerà contro la continuità territoriale».
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