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Red 11 gennaio 2020
Affidati gli incarichi per le procedure di condono inevase. Parte il progetto dell’Assessorato all’Edilizia privata del Comune di Alghero. Procedure che intasano gli uffici, un progetto per rispondere ai cittadini»¸ dichiarano dagli uffici comunali
Pratiche edilizie giacenti: via i lavori a Sant´Anna


ALGHERO- Iniziano le attività per il disbrigo delle pratiche di condono edilizio ferme nei cassetti di Sant'Anna. Sono oltre mille i procedimenti depositati da anni negli uffici dell'Assessorato comunale all'Edilizia privata. Nei giorni scorsi sono stati affidati gli incarichi a due tecnici per l'espletamento delle istanze. L'obbiettivo, dichiarano dagli uffici comunali, «è quello di velocizzare le pratiche, portarle a definizione, consentire ai cittadini di ottenere risposte, introitare le somme ancora in sospeso». Il programma di smaltimento degli arretrati, sostenuto dal sindaco Mario Conoci e attuato dell'assessore all'Edilizia privata e urbanistica Emiliano Piras, ha preso il via alcuni mesi fa con la pubblicazione dell'avviso di indagine esplorativa rivolto a professionisti del settore.

Chiusa questa prima fase con l'aggiudicazione degli incarichi, inizia l'attività sugli incartamenti, molti dei quali pervenuti anche recentemente da parte degli intestatari di pratiche relative alle leggi sui condoni edilizi. Due raggi d'azione, sulle due leggi, per iniziare, con circa 250 pratiche ciascuno. Le pratiche risultano ancora depositate negli archivi dell’Ufficio Edilizia privata del Comune e per le quali l’iter istruttorio non è ancora concluso. «L’Amministrazione comunale intende favorirne la definizione nel corso dell’anno 2020 – spiega Piras - per facilitare le esigenze reali dei cittadini che necessitano delle chiusure delle procedure sia per compravendite degli immobili che per atti di natura urbanistica. Si tratta di un considerevole numero di pratiche che da anni intasano gli uffici e che sono in possesso di tutti i requisiti di legge per essere definite».

L'Amministrazione intende «dare la possibilità ai proponenti di portare a definizione le domande presentate a suo tempo nell’alveo delle due leggi di riferimento e di alleggerire nel contempo il lavoro degli uffici». Il progetto di recupero viene infatti autofinanziato dagli introiti delle somme relative alle autorizzazioni rilasciate, con una previsione di surplus di incasso che si renderà disponibile nelle risorse dell’ente. Il progetto si articola in due fasi: la prima, dedicata all’individuazione degli immobili oggetto di istanza ed attuali proprietari, alla verifica esistenza vincoli e valutazione sulla eventuale conseguente necessità di acquisizione pareri e all’esame della documentazione presente nel fascicolo, alla verifica della conformità tra quanto dichiarato e lo stato di fatto. La seconda fase riguarderà la ricezione di eventuali integrazioni, la relativa verifica e l’emissione del parere conclusivo sull'istruttoria.
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