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Red 13 febbraio 2020
Giorno del ricordo: Consiglio solenne a Sassari
Il Comune di Sassari ha celebrato la ricorrenza con una seduta solenne al Teatro Civico. Sul palco la sedia rossa simbolo del percorso di “Non solo un giorno”, che ricorda tutte le donne vittime di ogni genere di violenza


SASSARI - «Ragazzi, non giudicate dalla facciata. A me è successo. Bimba di pochi anni, esule, sono stata giudicata perché diversa. Qualunque sia il vostro credo politico, tenete sempre presente il rispetto per l'essere umano, chiunque esso sia». Marisa Brugna, esule istriana, ha concluso così la sua commovente testimonianza. Ieri mattina (mercoledì), sul palco del Teatro Civico di Sassari, voce ferma, ma rotta in alcuni momenti dall'emozione, ha raccontato la storia di una bambina di sei anni, costretta ad abbandonare la sua casa, a fuggire, senza capire neanche il perché, ed a crescere in un campo profughi. Insieme al racconto di Sebastiano Serra, che ha perso il padre Carabiniere nelle foibe, mentre svolgeva il suo lavoro per il Paese, sono stati tra i momenti più toccanti della celebrazione del Giorno del ricordo, che si è tenuta con il Consiglio comunale riunito per l'occasione in seduta solenne. Una mattinata di riflessione, di ricordo, con la grande opportunità di poter ascoltare dalla voce di chi certi fatti li ha vissuti cosa è stato l'esodo dalle terre istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra e la più complessa vicenda del confine orientale. L'Amministrazione comunale ha voluto che ci fosse un incontro tra generazioni, un passaggio di consegne della memoria storica di ciò che è stato, perché non si ripeta. All'iniziativa sono state invitate le scuole superiori della città che, oltre alle testimonianze, hanno potuto seguire una lezione della dottoressa di ricerca in Storia moderna e contemporanea dell'Università degli studi di Cagliari Margherita Sulas, che ha permesso di capire i fatti accaduti tra il 1943 ed il 1945, e successivamente, nel nord-est dell'Italia.

Dal 2004, con la Legge 92, è stato istituito il Giorno del ricordo. Il presidente del Consiglio Maurilio Murru ha voluto riportare il testo della norma e sottolineare che quella di oggi è stata «un'opera di civiltà, rendiamo il giusto riconoscimento alle vittime del massacro delle foibe e dell'esodo guiliano-dalmata - e ha aggiunto - Oggi è più che mai opportuno il coinvolgimento delle scuole e degli studenti, affinché la storia sia finalmente conosciuta e non più dimenticata . Le scuole sono quindi anche oggi un indispensabile punto di partenza». Anche l'intervento del vescovo Gian Franco Saba si è rivolto ai giovani presenti ed ai loro docenti, perché «la scuola sia una scuola che lavora contro l'indifferenza, che faccia memoria e tramuti tutto ciò in azioni concrete». Il sindaco Gian Vittorio Campus ha ricordato che fu un presidente della Repubblica sassarese, Francesco Cossiga, il primo, dopo oltre quarant'anni dai tragici fatti, a recarsi alla foiba di Basovizza ed a inchinarsi per chiedere perdono alle vittime per l'oblio che per troppi anni aveva nascosto quella strage e quell'esilio. «Negazionismo, disinformazione, indifferenza sono i frutti di una faziosità che ancora oggi non consentono di rendere giustizia alle vittime di quella enorme tragedia», ha concluso il primo cittadino.

Durante la seduta, sono intervenuti anche il consigliere di Maggioranza Manuel Alivesi e di Minoranza Giuseppe Mascia. Il Comune di Sassari ha voluto organizzare l'evento, coinvolgendo ancora una volta le giovani generazioni, per sensibilizzare gli studenti su questo dramma nazionale. Anche ieri mattina, al centro del palco, era presente la sedia rossa, che accompagna le iniziative dell'Amministrazione dal 25 novembre, e rappresenta sia tutte le vittime di femminicidio, sia tutte le donne che, nei secoli, hanno subito ogni tipo di sopruso. Un segno, dal forte valore simbolico, con cui il Comune da continuità all'iniziativa “Non solo un giorno”, per sottolineare l'impegno costante nel combattere il la violenza sulle donne, in questo caso nell'occasione delle celebrazioni per il Giorno del ricordo, così come è stato nel Giorno della memoria.

Nella foto: un momento dell'incontro
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