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Red 30 luglio 2020
Sardegna: crollano turismo internazionale e offerta aerea
Tra riduzione di voli e posti disponibili l’offerta aerea dell’Isola si riduce del 50percento. Le combinazioni possibili per raggiungere la regione diminuiscono del 36percento, il risultato peggiore tra le regioni competitors del mediterraneo, secondo solo allo scalo di Faro nell’Algarve. I transiti nazionali negli aeroporti sardi tra gennaio e maggio si contraggono rispetto allo scorso anno del 62,7percento (ad Olbia del 84), quelli internazionali del 84,1percento (ad Olbia del 98,3)


ALGHERO - Gli effetti devastanti dell’emergenza Covid-19 si tradurranno, tra riduzione dei posti disponibili e del numero di voli, in una flessione del 50percento dell’offerta aerea della Sardegna. Nonostante dai primi di luglio sia possibile spostarsi tra i Paesi europei per turismo o affari, la domanda internazionale è destinata a rimanere stagnante per tutto il periodo estivo. La situazione sarda, del resto, è in linea con il resto del settore aeroportuale per cui il 2020 sarà un anno disastroso. Secondo l’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, la riduzione complessiva dell’offerta aerea mondiale potrebbe aggirarsi tra il -42 e il -52percento ed il calo dei passeggeri trasportati tra il -48 ed il -61percento, mentre l'International air transportation stima un calo del traffico aereo del -54,7percento (internazionale e domestico). Nell’Isola, l’effetto della crisi sono una riduzione del 36percento del numero di combinazioni possibili per raggiungere la Sardegna (che come detto, collegata alla minore disponibilità di posti porta ad un -50percento dell’offerta aerea) ed un aumento medio delle tariffe: il costo medio per un viaggio in Sardegna (andata e ritorno per una famiglia tipo di quattro persone) aumenta di circa 100euro rispetto a Ferragosto 2019: da 835 a 930euro.

E' quanto si evince dall’ultimo report della Cna Sardegna che, per provare a misurare l’impatto della crisi sanitaria sul trasporto aereo internazionale, ripropone l’usuale simulazione di booking che confronta numero di collegamenti, prezzi ed accessibilità delle principali destinazioni vacanziere del Mediterraneo. Come gli anni precedenti, la Cna sarda predispone una simulazione di booking per un viaggio a cavallo della settimana di Ferragosto. Anche quest’anno, viene considerato un insieme ristretto di scali di partenza: il centro della Germania (Francoforte, Monaco di Baviera e Berlino), la Francia (Parigi) ed il Regno Unito (tutti gli aeroporti che servono l‘area metropolitana di Londra). Il report confronta i prezzi praticati dalle compagnie aeree verso i principali aeroporti di destinazione delle regioni selezionate (per la Sardegna: Alghero, Olbia e Cagliari) per un viaggio andata e ritorno nella settimana di Ferragosto per quattro persone (due adulti e due bambini), con prenotazione di un’autovettura di classe economica per una settimana (media tra le tre offerte più vantaggiose) nell’aeroporto di destinazione. I parametri di cui si è tenuto conto sono: il numero totale delle combinazioni possibili (cioè il totale delle scelte possibili per raggiungere l’aeroporto di destinazione, anche considerando scali intermedi, ma soltanto per arrivi e partenze in giornata), la presenza dei voli diretti ed il loro prezzo, il numero di compagnie, la presenza di compagnie low-cost ed il prezzo minimo riscontrato come combinazione andata e ritorno. La proiezione permette di quantificare la riduzione macroscopica dell’offerta aeroportuale degli aeroporti dell’Isola; rispetto al 2019, il numero di combinazioni possibili (tutte quelle offerte dai principali vettori europei, considerando anche le soluzioni con scalo intermedio, ma con partenza ed arrivo in giornata) si è ridotto del -36percento. Il crollo dell’offerta aeroportuale riguarda tutte le regioni turistiche competitors dell’isola nel Mediterraneo, ma il calo registrato in Sardegna risulta il peggiore per entità (secondo solo a quello dello scalo di Faro nell’Algarve).

Alla Sardegna (-36percento) si allineano Baleari e Corsica (-34,5), mentre meno peggio appare la situazione negli aeroporti di Creta, Croazia e Sicilia (calo tra il 21 ed il 25percento). Inoltre, va ricordato che la Sardegna era stata la regione che aveva visto crescere meno il numero di collegamenti internazionale nel quinquennio 2016-2019. Riduzione dei posti più minori voli determinano un tracollo del numero di posti-km (la misura standard dell’offerta aerea) stimabile, nel caso della Sardegna, in una riduzione di oltre il -50percento. Dal lato dei costi del viaggio, la combinazione di taglio dell’offerta e crollo della domanda potrebbe avere un effetto compensatorio sui prezzi, e comunque dipendente dalla singola tratta in esame. Dalla ricerca della Cna si evince una variabilità a seconda dell’origine dei voli: quelli dalla Gran Bretagna, ad esempio, mostrano, in tutte le regioni, un crollo dei prezzi, mentre un certo aumento si osserva per i voli dalla Germania e dalla Francia. Guardando alle altre regioni, un incremento dei prezzi si osserva per Corsica e Baleari, mentre negli altri casi i prezzi sono stabili o in diminuzione. La riduzione del numero di combinazioni possibili, che ha riguardato soprattutto le compagnie low-cost, si traduce anche in una minore disponibilità di voli diretti, e quindi si misura in un aumento del tempo medio di viaggio. Circa due ore di viaggio in più rispetto al 2019. La Sardegna rimane comunque tra le prime regioni in termini di raggiungibilità, un dato che riflette la posizione geografica baricentrica dell’Isola.
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