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Red 31 luglio 2020
Da sabato 1 agosto è tempo di saldi
«Boccata di ossigeno per famiglie e negozi - dichiarano dagli uffici della Confcommercio Sardegna - E´ una certezza, forse la sola, rispetto al periodo drammatico di profonda crisi che sta attraversando il commercio»


CAGLIARI - Sabato 1 agosto arrivano i saldi. «E' una certezza – dichiarano dagli uffici di Confcommercio Sardegna - forse la sola, rispetto al periodo drammatico di profonda crisi che sta attraversando il commercio. La questione della data dei saldi, in anno Covid, ha infatti generato polemiche e problemi. Confcommercio Federdistrubuzione e le associazioni dei consumatori erano d’accordo per la data del primo agosto, ma era necessario cancellare il divieto di vendite promozionali, che in Sardegna dura per i 4quaranta giorni antecedenti la data dei saldi per disposizione dell’art7 della Lr5/2006, Confesercenti e i Ccn invece erano per lasciare il quadro come proposto dalla Regione: no vendite promozionali per i quaranta giorni antecedenti e saldi al primo agosto».

«Una vittoria di Pirro - afferma il presidente della Confcommercio Sardegna Nando Faedda - Gli stessi Ccn dopo pochi giorni si sono resi conto che senza fare promozioni o saldi era difficile fare uno scontrino. Ormai però era tardi; è stato quindi confermato il quadro divieti di vendita promozionale per quaranta giorni e saldi al primo agosto. Confidiamo che la dura lezione che ora le imprese hanno sulla pelle induca tutto il comparto unitamente alla Regione ad una riflessione profonda che faciliti la revisione del sistema delle promozioni e dei saldi, ormai desueto, dove le micro imprese sono sempre perdenti rispetto alle aziende medie e grandi che hanno sistemi di incentivazione agli acquisti innovativi tecnologicamente avanzati diretti alla fidelizzazione. A conferma dell’orientamento vincente che avevamo assunto, la stessa Conferenza Stato-Regioni, il 23 luglio, è tornata sui suoi passi e ha liberalizzato i saldi. Campania e Friuli, ad esempio, hanno iniziato da sabato 26».

I saldi, al di là dei problemi legislativi ed organizzativi, sono sempre un’importante opportunità per le famiglie. Secondo l’ufficio Studi di Confcommercio in Italia una famiglia spenderà in media 135euro, 58 a testa. In Sardegna, a conferma della scarsa capacità reddituale e delle difficoltà occupazionali, ogni famiglia spenderà in media 11euro, 39 a testa. Si prediligerà l’acquisto di abbigliamento e calzature, cercando offerte per il “back to school” sull’invenduto dalla primavera con lock-down. «Le regole da rispettare non sono cambiate - ricorda il coordinatore regionale Sara Pintus - Per un corretto acquisto degli articoli in saldo, è bene che chi compra sappia che se l’indicazione del prezzo “prima” e “dopo”, con la relativa percentuale di sconto applicata, è obbligatoria, non è invece mai obbligatorio il cambio dopo l’acquisto. Questo è generalmente lasciato alla discrezionalità del commerciante, a meno che il prodotto non abbia gravi vizi occulti nel qual caso scatta l’obbligo o della sostituzione, o della restituzione del prezzo. Il pagamento con carta non può essere rifiutato dal negoziante, se nel punto vendita è esposto l’adesivo che attesta la relativa convenzione; non c’è invece alcun obbligo che i prodotti in saldo appartengano alla stagione in corso, né che il prodotto possa essere in ogni caso provato, possibilità lasciata alla discrezionalità del commerciante». Causa Covid, sia i commercianti, sia i consumatori devono rispettare le regole di prevenzione: accesso ai locali con mascherina, disinfezione delle mani, soprattutto prima di provare i capi, permanenza nel negozio il tempo necessario agli acquisti, mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro. Confcommercio Federmoda ha predisposto un decalogo già diffuso alle imprese associate.

«È un momento molto atteso, soprattutto quest’anno di grande difficoltà – ricorda Faedda - In particolare il settore della moda ha registrato fortissimi cali di fatturato legati al periodo di confinamento e si confida nei saldi per rimpinguare le casse e richiamare i lavoratori ancora in cassa interazione. Il Covid ha messo in ginocchio il comparto: tra assenza di lavoratori stagionali e turisti, cassa integrazione e smart working, siamo in un buco nero da cui è difficile uscire. I commercianti registrano cali di fatturato superiori al 40percento. Le misure dello Stato hanno tamponato ma non sono sufficienti, la Regione non ha previsto misure specifiche come invece fatto per altri comparti. Sarà difficile superare questa nuova crisi». Secondo l’Istat, comparando i dati 2019-2020 fino a giugno, si registrano variazioni tendenziali negative per quasi tutti i gruppi di prodotti non alimentari. Le diminuzioni maggiori riguardano l’abbigliamento e calzature, (-38,9percento), articoli in cuoio e da viaggio (-35,1), Foto-ottica e pellicole (-37,6). Rispetto a giugno 2019, il valore delle vendite al dettaglio diminuisce del 19percento per le imprese operanti su piccole superfici, del 4 per la grande distribuzione, mentre è in deciso aumento il commercio elettronico (+39,7percento).

«I saldi sono un momento importante per la vita delle imprese, ma il commercio non è solo questo. La Legge regionale n.5 del 2006 è molto vecchia, ormai superata in tantissimi contenuti. L’assessore Chessa ha dato disponibilità per la riforma. Noi lo invitiamo a partecipare ai tavoli di studio e programmazione che attiveremo a settembre. Il commercio riguarda oltre 43mila imprese, incide sull’uso del suolo, sulla riqualificazione urbana, sulla vita delle persone soprattutto nei piccoli comuni in cui costituisce un’infrastruttura fondamentale di servizi. Se si vuole rimanga in piedi bisogna sostenere forti azioni di innovazione tecnologica e evoluzione digitale. Attendiamo una legge di incentivazione specifica ormai da anni ricordiamo, infatti, che l’ultimo bando dedicato al commercio risale al 2008. Uno dei principali comparti dell’economia locale non può essere trascurato», conclude il presidente Faedda.
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