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Red 12 settembre 2020
«Sui test per chi arriva nell’Isola serve chiarezza»
Sull’ordinanza della Regione Sardegna n.43 dell’11 settembre, il presidente della Sezione Turismo di Confindustria centro nord Sardegna Nicola Monello chiede sia fatta chiarezza una volta per tutte


SASSARI - La Regione autonoma della Sardegna invita chi arriva nell'Isola a presentare una certificazione di negatività al Covid; se questa certificazione manca è (forse) obbligatorio il test, molecolare o antigenico. I dubbi sono tanti: viene fatto in automatico dall’azienda sanitaria competente o deve essere chi arriva in Sardegna a richiederlo rimanendo in isolamento nell’attesa del risultato? Sull’ordinanza della Regione Sardegna n.43 dell’11 settembre [LEGGI], il presidente della Sezione Turismo di Confindustria centro nord Sardegna Nicola Monello chiede sia fatta chiarezza una volta per tutte.

«Come si fa, con un minimo preavviso, a domandare ai turisti un test negativo eseguito nelle quarantotto ore precedenti al loro arrivo? - domanda Monello - In particolare, sollecitiamo un chiarimento sul comma 2 dell’articolo 10 dell’ordinanza: non si capisce quando e come chi arriva verrà sottoposto al tampone. Ma chi li chiama? Dove devono andare? I tamponi vengono fatti già in aeroporto? E l’isolamento fiduciario è per tutti coloro che arrivano sprovvisti di un test negativo o è solo per coloro che vengono contattati e che sono in attesa dell’esito del tampone? Ancora: se il turista effettua il test nel suo paese, il referto potrebbe arrivare durante la vacanza... Nel frattempo, anche qui, isolamento fiduciario? C’è purtroppo tanta confusione che sta generando una battuta d’arresto nelle prenotazioni e cancellazioni degli arrivi attesi nei prossimi giorni».

«Fermo restando che siamo tutti d’accordo che dobbiamo tutelare la salute dei sardi e che questa è una priorità che non è assolutamente in discussione, siamo ora passati da un eccesso all’altro. Ad agosto liberi tutti, discoteche aperte, spiagge affollate; adesso che la Sardegna si è svuotata arriva invece l’inasprimento dei controlli. Riteniamo che la tempistica dell’ordinanza numero 43 sia del tutto sbagliata. Mancano infatti tre-quattro settimane alla fine della stagione turistica. Perché non lasciarci finire di lavorare tranquilli, proprio ora che l’onda mediatica che aveva investito la Sardegna si era attenuata?», conclude il presidente della Sezione Turismo di Confindustria centro nord Sardegna.

Nella foto: il presidente della Sezione Turismo di Confindustria centro nord Sardegna Nicola Monello
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