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Oristano NewsnotiziealgheroPoliticaSanità › Sanità, fake news e promesse. «Terapia intensiva ancora chiusa»
Red 23 ottobre 2020
Sanità, fake news e promesse
«Terapia intensiva ancora chiusa»
«Alghero ha un reparto di Terapia intensiva pronto da tempo, che però continua a restare chiuso». I consiglieri comunali dei gruppi di Centrosinistra Futuro Comune, X Alghero, Sinistra in Comune e Partito democratico denunciano per l’ennesima volta «l’assurdità di avere nell’Ospedale Civile di Alghero un reparto di Terapia intensiva pronto da tempo, ma ancora chiuso»


ALGHERO - «Solinas e Pais, che ancora ad agosto festeggiavano insieme l'ordinanza che teneva aperte le discoteche, oggi propongono il lockdown, come lo chiamano loro lo “stop&go”, ma non aprono la terapia intensiva e le sale operatorie nell’ospedale di Alghero, anch’esse da tempo pronte. I cittadini algheresi sono stufi degli annunci del rappresentante in Regione del loro territorio Michele Pais, che prima garantiva l'apertura del reparto il 6 marzo scorso per poi rimandarla di mese in mese fino all'ultima esternazione, nella quale garantiva che tutto sarebbe stato pronto per il 30 di settembre».

I consiglieri comunali dei gruppi di Centrosinistra Futuro Comune, X Alghero, Sinistra in Comune e Partito democratico denunciano per l’ennesima volta la situazione in atto. «Adesso però Terapia intensiva va assolutamente aperta e per questo serve subito personale medico e infermieristico, servono anestesisti e rianimatori. Servono sul serio però e non come avvenne con una delle tante fake news istituzionali nelle quali si arrivò a millantare il rientro in reparto dalla pensione di un professionista stimato come il dottor Liperi. Per l'occasione si destò dal suo atavico immobilismo anche il sindaco Conoci, che incontro Liperi e ne annunciò il ritorno in ospedale. Ovviamente però anche stavolta non se ne fece nulla».

«L'emergenza adesso non permette altri tentennamenti e nuovi annunci fasulli: l'apertura non può essere ulteriormente rimandata. Apertura che, lo ribadiamo, necessita di un numero minimo di anestesisti e rianimatori e dunque necessità di nuove assunzioni, perché non si può pensare di far diventare ubiqui gli anestesisti che ci sono oggi, né tantomeno si possono chiudere gli altri servizi per aprire la Terapia intensiva. Apertura che non dovrà essere Covid in quanto il nostro ospedale non è dotato dei necessari percorsi di sicurezza e dunque aprire una Terapia intensiva Covid potrebbe essere pericolosissimo. Apertura che sia chiaro, inoltre – concludono Pietro Sartore, Gabriella Esposito, Mario Bruno, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Valdo Di Nolfo e Mimmo Pirisi - dovrà, naturalmente, essere definitiva e non provvisoria, in quanto il Reparto di semintensiva è fondamentale per rendere Alghero Dea di primo livello».
Commenti
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