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Red 5 febbraio 2021
Mont´è Prama, tra Cabras e Cagliari
Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas punta sul restauro “in loco” per le due statue dei Giganti e per i modellini di nuraghe provenienti dalla collina di Mont’e Prama, per i quali la Sovrintendenza ha annunciato di voler procedere al trasferimento a Cagliari per effettuare urgenti lavori di restauro


CABRAS - «I Giganti devono restare a Cabras, anche durante il restauro, che può anch’esso diventare, reso pubblico nelle sue varie fasi di attuazione, un’attrazione per i visitatori che si recheranno nei prossimi mesi a visitare il sito e il Museo». Il presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas sceglie l’opzione del restauro “in loco” per le due statue dei Giganti e per i modellini di nuraghe provenienti dalla collina di Mont’e Prama, per i quali la Sovrintendenza ha comunicato di voler procedere al trasferimento a Cagliari per effettuare urgenti lavori di restauro.

«Credo sia più opportuno - spiega Solinas - che queste straordinarie testimonianze della civiltà sarda più antica rimangano nella loro sede, magari con l’allestimento di un apposito spazio per curare e rendere pubblici e visibili gli stessi interventi di restauro, come avviene in molti altri siti archeologici». Il governatore dell'Isola ricorda anche l’urgenza di assicurare a Cabras e ai suoi preziosi reperti una sistemazione adeguata.

«Nella finanziaria del 2019, abbiamo stanziato 500mila euro destinati al Comune di Cabras per la valorizzazione e l’ampliamento del sito con l’acquisizione di nuovi terreni. Mont’e Prama non è solo uno scavo archeologico: deve diventare un attrattore turistico sempre più importante e per questo motivo stiamo completando un piano di valorizzazione per declinare il turismo archeologico su tutta l’Isola. La Sardegna vanta il possesso di un quinto del patrimonio archeologico nazionale e ci sono importanti segmenti turistici che chiedono percorsi in grado di valorizzare l’unicità della civiltà nuragica. Per realizzare questo progetto investiremo buona parte delle risorse comunitarie previste per i prossimi anni. Abbiamo i resti di una civiltà in grado di realizzare edifici complessi secoli prima della nascita di Roma e di un popolo esempio di capacità artistiche, architettoniche e commerciali. Mont’e Prama - conclude il presidente - merita un futuro migliore e le sue ricchezze debbono restare nella loro sede».
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