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Cor 21 novembre 2025
Rete oncologica, prima riunione
Nella giornata di ieri, giovedì 20 novembre si è tenuta la prima riunione del nuovo Coordinamento della Rete Oncologica, deliberata dalla Regione, durante la quale sono stati definiti obiettivi, priorità e metodo di intervento.


CAGLIARI - Comincia una nuova fase per la gestione delle malattie tumorali in Sardegna. I pazienti di ogni parte dell’isola verranno presi in carico dal sistema sanitario attraverso i CAS (Centri Accoglienza e Supporto/Servizi), mentre i PDTA (Percorsi Diagnostici e Terapeutici Assistenziali) saranno uniformati in tutta la regione per garantire l’accesso alle cure e la continuità assistenziale in tutte le fasi del processo diagnostico e terapeutico per le diverse patologie oncologiche, a beneficio dei pazienti di tutti i territori.

Nella giornata di ieri, giovedì 20 novembre si è tenuta la prima riunione del nuovo Coordinamento della Rete Oncologica, deliberata dalla Regione, durante la quale sono stati definiti obiettivi, priorità e metodo di intervento. È stata inoltre condotta un’analisi approfondita delle criticità dell’assistenza oncologica isolana. Alla seduta hanno partecipato gli specialisti delle diverse discipline mediche, gli psicologi, i rappresentanti delle professioni sanitarie e delle associazioni dei pazienti.

In questa occasione, l’assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi, ha evidenziato con forza il ruolo centrale dei nuovi Tavoli tecnici CAS e PDTA recentemente deliberati. «Ritengo fondamentale – ha dichiarato Bartolazzi – che questi organismi operino in modo concreto e coordinato per garantire una piena e uniforme attuazione dei punti di accesso e dei percorsi clinici della rete oncologica in tutto il territorio sardo. La nostra priorità è assicurare che ogni paziente, indipendentemente dal luogo in cui vive, possa contare sugli stessi standard di cura e su un’assistenza continua e integrata. Stiamo costruendo una rete realmente capace di rispondere ai bisogni delle persone, mettendo al centro la qualità, l’equità e la trasparenza del percorso assistenziale”.
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