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Valdo Di Nolfo
7 gennaio 2026
L'opinione di Valdo Di Nolfo
Fine vita, lo Stato non continui a nascondersi
La decisione della Corte Costituzionale di respingere l’impugnazione del Governo contro la legge della Regione Toscana sul fine vita conferma un principio ormai chiaro: le Regioni possono intervenire per dare attuazione ai diritti già riconosciuti dalla giurisprudenza costituzionale, quando il Parlamento continua a non assumersi le proprie responsabilità. La sentenza, pur indicando alcuni correttivi, fissa un altro importante tassello e ribadisce che l’iniziativa regionale è legittima sul piano costituzionale e coerente con i principi già fissati dalla Corte in materia di suicidio medicalmente assistito. È una risposta chiara a chi ha provato a bloccare il confronto politico dichiarando incostituzionali leggi che oggi la stessa Consulta riconosce come ammissibili. Una linea confermata anche dall’Associazione Luca Coscioni, che ha annunciato che nel 2026 la proposta di legge “Liberi Subito” sarà ripresentata in tutte le Regioni. Le parole di Filomena Gallo e Marco Cappato rafforzano il messaggio politico della sentenza: le Regioni possono legiferare senza modificare le condizioni stabilite dalla Corte e garantendo il coinvolgimento del Servizio sanitario pubblico. Continuare a rinviare significa lasciare aperto un vuoto che pesa sulla vita reale delle persone. Il fine vita non è una bandiera ideologica, ma una questione di dignità, libertà e uguaglianza, per dare a tutte e tutti il diritto di scegliere.
*consigliere regionale
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