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Sara Alivesi 17:09
Alghero-Olbia, il derby è servito
Alghero è una delle località più apprezzate del Mediterraneo per il suo centro storico, le tracce di un passato che vive nei suoi palazzi, vie, chiese. Ma negli ultimi anni la città decresce e lentamente si spegne. Sulla sponda opposto dell'isola c'è una realtà con una marcia in più


C'era un tempo in cui i tifosi dell'Alghero Calcio dagli spalti del Mariotti cantavano nel derby contro i cugini olbiesi: "sole le cozze, avete solo le cozze". A distanza di qualche anno si potrebbe dire che tante cose sono cambiate e sono finite almeno per ora le sfide sul rettangolo di gioco perchè i galluresi militano in Serie D e gli algheresi in Promozione. Ma la distanza reale tra le due città simbolo del nord Sardegna si misura soprattutto su altri "campionati", dove a dover inseguire è quasi sempre la Riviera del Corallo. Sulla bellezza c'è poca partita: Alghero è una delle località più apprezzate del Mediterraneo per il suo centro storico, le tracce di un passato che vive nei suoi palazzi, vie, chiese; e una ricca eredità linguistica, culturale e turistica sebbene un po' sfuocate rispetto al passato. Una bella che non balla? Non proprio, ma negli anni l'antagonista si è conquistata un ruolo di prima fila nella scena isolana, con la Costa Smeralda a fare da volano ma non restando l'unica carta vincente di un territorio che ha dimostrato di avere una visione e una politica che l'ha declinata in fatti. 

Così Olbia è l'unica grande città della Sardegna in crescita demografica, con un aumento costante dal 2021: attualmente conta 61.600 abitanti ma è anche l'unico comune dell'Isola che crescerà da qui al 2030. La sua popolazione arriverà a 62.768 residenti, con un aumento del 3.4%, secondo quanto emerge da uno studio recentemente pubblicato dall'Istat. Di più: il suo profilo demografico è di una città giovane, con un'alta percentuale di Millennials, Generazione Z e Alpha, e una crescente componente multiculturale. Altra storia ad Alghero, la città che invecchia come si è già scritto in queste pagine, dove i residenti al 1° gennaio 2025 erano 41.956 abitanti, meno 345 in un anno e dove la popolazione muore più che nasce. Ad Olbia le opere pubbliche hanno migliorato estetica, viabilità e funzionalità, ma c'è ancora molto da fare sulla sicurezza nonostante la tragedia dell'alluvione del 2013. Sicura e indiscutibile è invece la crescita dell'aeroporto, gestito dalla stessa proprietà di quello algherese ma con numeri molto distanti. Se Olbia nel 2025 ha tagliato il traguardo dei 4 milioni di passeggeri (già a metà novembre) e annuncia il primo volo storico verso New York il prossimo maggio; Alghero ha toccato il suo personale record ma è di 1,7 milioni e presenta un nuovo collegamento ma è per Tirana. Non solo: se nei mesi estivi il ruolo da Cenerentola era già scritto e narrato per il Riviera del corallo a causa del confronto con Porto Cervo e dintorni, dallo scorso anno il sorpasso storico è avvenuto l'inverno, da quando Olbia mantiene almeno un paio di rotte internazionali durante la programmazione Winter delle compagnie aeree e Alghero le perde in un eterno Yin e Yang, ma sempre al ribasso nella costa ovest.

Non è sempre stato così: nel lontano 2000 la Ryanair aveva portato qua il primo volo per Londra low cost, aprendo le porte ad un turismo destagionalizzato ma soprattutto rivoluzionando il concetto di viaggio per i sardi. A voler mettere il coltello nella piaga, lo scalo olbiese è il secondo in Italia per traffico di jet privati dopo Milano Linate. Da cosa nasce cosa: così ad ottobre 2025 è stato annunciata l'apertura di un centro di eccellenza per la manutenzione dei jet privati, un nuovo Polo di Business Aviation di Atitech con un investimento da 16 milioni di euro e un orizzonte che prevede 330 assunzioni e un fatturato di 60 milioni di euro. E poi il Porto, il primo in Italia per traffico passeggeri su traghetti, quasi 100 gli scali delle navi da crociera nell'anno appena trascorso (noi festeggiamo per circa la metà ndr) e sviluppi infrastrutturali come l'elettrificazione delle banchine e la riqualificazione del Molo Brin per i superyacht in città. Sulla sanità la crisi è regionale e colpisce anche Olbia che, tuttavia, è scelta come base dal 2018 del Mater Olbia Hospital, una mega struttura nata dalla partnership fra Qatar Foundation e Policlinico Gemelli di Roma con circa 250 posti letto e sette sale operatorie; mentre da queste parti si discute su quello che ormai è diventato un leggendario progetto del nuovo (vecchio?) nosocomio dai tempi di Soru presidente della Regione ma non si riesce nemmeno a riaprire il reparto di Ostetricia e Ginecologia chiuso dal 2023. Si dirà che sugli eventi la spuntava Alghero, regina della movida estiva, dei concerti e del Capodanno. Un tempo forse. Ora ci sono idee, finanziamenti e location che portano nel capoluogo gallurese un festival come il Red Valley, grandi spettacoli come quelli confermati per l'estate 2026 di Vasco Rossi e Jovanotti e le ultime notti di San Silvestro con protagonisti i migliori artisti della scena musicale italiana. Senza parlare che nella vicina Arzachena aprirà i battenti il Lebonski Park, un grande progetto di intrattenimento ideato dal rapper Salmo (olbiese), un parco tematico e un'arena per concerti.

Nel capoluogo gallurese ha aperto anche la prima scuola internazionale, insediandola nell'ex hotel Geovillage, fallito e poi rinato con questa importante iniziativa. A proposito di scuola, pubblica in questo caso, la Regione ha già stanziato quasi 5 milioni di euro per il Nuovo Polo Scolastico e oltre 15 milioni euro per la realizzazione del primo lotto, in un territorio che vivendo una crescita demografica importante, le aule a disposizione sono sempre meno e gli insegnanti sono spesso costretti a dividerle durante lo stesso orario di lezione, con tutti i disagi che ne possono derivare. In attesa dei progetti a lungo termine l'amministrazione Nizzi dovrà lavorare per trovare in tempi ragionevoli delle sedi e soluzioni tampone. Già Nizzi, colui che unisce più che divide, raccogliendo un consenso politico trasversale dopo quasi 30 anni di attività e mettendo la firma su molti aspetti dell'evoluzione di questa città negli ultimi decenni, essendo stato alla sua guida dal 1997 per due mandati, e poi ancora dal 2016. Recentemente e tra le polemiche ha preso di mira le concessioni di suolo pubblico e gli esercizi chiusi durante il periodo invernale. Tutto il mondo è paese, ma c'è chi non vuole più esserlo.
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