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Cor 15:36
Trasporti, Falcone incontra la Confindustria
L’esponente del Partito Popolare Europeo a Strasburgo sabato mattina era a Villa Mimosa. «Nei prossimi mesi il Gruppo del PPE si occuperà della revisione delle normative su ETS, aiuti di stato ma anche per incrementare le risorse sulla continuità territoriale»


SASSARI - Il meccanismo concepito dall’Unione europea per ridurre l’impronta carbonica del settore marittimo e che obbliga le compagnie di navigazione ad acquistare quote ETS (European Union Emissions Trading System) sulla base delle emissioni prodotte dalle flotte, al momento dell’introduzione nel 2024, pesava per il 40 per cento dei costi dei noli. Gradualmente salirà fino a coprire il 100 per cento. Ma per gli operatori sardi del settore la situazione non è più sostenibile già adesso. L’ETS e gli altri temi della continuità territoriale e della revisione delle normative europee sugli Aiuti di stato per le imprese delle realtà insulari sabato mattina a Villa Mimosa sono stati al centro dell’incontro fra l'eurodeputato Marco Falcone (eletto nella circoscrizione Sicilia-Sardegna), vicecapo della Delegazione italiana nel Gruppo PPE al Parlamento Europeo, e i vertici di Confindustria Centro nord Sardegna e Sardegna Centrale. Erano presenti Achille Carlini, presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna, Pierpaolo Milia, presidente di Confindustria Sardegna Centrale, Alessio Cabizzosu e Alessandro Pittorra, presidenti, rispettivamente, dei Gruppi Giovani Centro Nord e Centrale, e Federico Fiorelli della Maffei Sarda Silicati, presidente della Sezione cave e miniere di Confindustria Centro Nord Sardegna, oltre a rappresentanti dell'industria e dei trasporti dell'Isola.

«Vorremmo competere sul mercato ad armi pari con le altre realtà territoriali. L’ETS, secondo un’analisi del Dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Cagliari, ha comportato un aggravio per le imprese isolane dei costi di imbarco di oltre 40 milioni di euro facendo riferimento alla sola tratta Olbia-Livorno. Di fatto le aziende di trasporto sono state messe fuori mercato e determinando maggiori oneri a carico dei contribuenti sardi – ha detto in apertura di incontro Achille Carlini –. In poche parole, si risolve in una ulteriore tassazione che dobbiamo sopportare e sostenere. Per non parlare poi del principio di insularità, che di fatto non viene tenuto in considerazione. Auspichiamo quindi che nei prossimi mesi il Parlamento Europeo intervenga se non per eliminare almeno per ridurre l’impatto negativo delle tariffe ETS». «Ribadisco che si tratta di una tassa ingiusta che ci colpisce da oltre due anni e che rende i sardi più poveri. Come aziende siamo resilienti e anche ottimisti. Ma se mancano le basi manca anche l’ottimismo perché ci troviamo fuori mercato», ha aggiunto Pierpaolo Milia.

«Ringrazio la Confindustria sarda per l'opportunità di ascolto. A Bruxelles stiamo portando le reali istanze della Sardegna – ha dichiarato Falcone – per sostenerne lo sviluppo e la competitività. Lavoreremo per promuovere un tavolo tra la Confindustria sarda e i commissari europei Apostolos Tzitzikostas e Teresa Ribera, così da avviare un dialogo diretto sugli aumenti dei costi che l’Ets e l’attuale quadro normativo europeo stanno producendo sui trasporti marittimi, e quindi a cascata sull'industria e le imprese locali». «Siamo impegnati – ha proseguito l’eurodeputato – a ridisegnare le politiche europee degli ultimi anni, mettendo al centro le specificità insulari e integrando realmente le imprese, il sistema produttivo della Sardegna e la mobilità delle persone nel mercato europeo. Per questo il Gruppo PPE si occuperà nei prossimi mesi della revisione delle normative su Ets, aiuti di stato ma anche per incrementare le risorse sulla continuità territoriale». «Il principio di insularità deve diventare un criterio concreto dell’azione europea, non una semplice enunciazione – ha concluso Falcone –. Stiamo lavorando per dare una voce finalmente unita e autorevole alle Isole d’Europa, recuperando spazio e diritti nelle politiche comunitarie».
Commenti
23/1/2026
A disposizione finanziamenti straordinari, con durata fino a 60 mesi, che prevedono fino a 50 mila euro per i privati e fino a un milione per le imprese di ogni dimensione



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