Oristano News
Notizie    Video   
NOTIZIE
Oristano News su YouTube Oristano News su Facebook Oristano News su Twitter
Oristano NewsnotiziesardegnaEconomiaArtigianato › Dai muratori agli autisti: mancano gli artigiani sardi
S.A. 11:24
Dai muratori agli autisti: mancano gli artigiani sardi
L’allarme degli artigiani sardi: non si trova il 55% dei lavoratori qualificati richiesti. Addetti vecchi e senza ricambio generazionale e danni alle imprese per oltre 200 milioni


CAGLIARI - Il mercato del lavoro sardo continua a fare i conti con il fenomeno del mismatch, la difficoltà delle imprese isolane, in particolare quelle artigiane, nel reperire personale qualificato.
I dati, paradossali, analizzati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, su fonte Excelsior 2025, parlano chiaro: le piccole e medie aziende hanno programmato l’assunzione di 15.290 addetti ma ne hanno trovati solo 6.840, con una difficoltà di reperimento che è arrivata al 55,3%, contro il 53,7% del 2024, equivalente a 8.450 unità. Questo divario grava sul comparto per 206 milioni di euro di danni causati da mancati introiti. In questo difficoltoso contesto cresce anche l’età media dei dipendenti: 43 anni contro i 38 di circa 20 anni fa. Considerando tutto il panorama delle imprese sarde, è difficile reperire il 46,3% (nel 2024 era il 42%) della manodopera necessaria, pari a 74.190 posti.

«Nelle aziende artigiane della Sardegna cresce il lavoro ma aumenta la mancanza di figure professionali adeguate - lancia l’allarme Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna - per questo c’è sempre urgenza di una strategia sistemica che possa invertire questo preoccupante trend sfavorevole alle attività produttive e all’intero sistema economico sardo”. “Le aziende stanno reagendo alla difficoltà di reperimento di personale puntando su aumenti salariali, sulla flessibilità degli orari e rafforzando la collaborazione con scuole e istituti tecnici - continua Meloni - tuttavia, gli sforzi degli imprenditori non bastano: serve un impegno comune con le Istituzioni per costruire un sistema formativo moderno, capace di soddisfare i nuovi fabbisogni professionali delle aziende». Secondo Confartigianato Sardegna, le cause del fenomeno sono molteplici. Sul lato dell’offerta pesa innanzitutto la crisi demografica, aggravata dall’invecchiamento della popolazione e dall’elevata inattività giovanile. Incide anche il disallineamento tra formazione e fabbisogni delle imprese: nel 35,7% dei casi la difficoltà deriva dalla mancanza di candidati, nel 18,9% da una preparazione inadeguata. A questi fattori si aggiungono la rapidità della transizione digitale, che rende più complesso l’aggiornamento del sistema della formazione, e le nuove aspettative delle giovani generazioni, sempre meno attratte dal posto fisso e più orientate verso forme di lavoro autonomo.

Sono 73 le professioni che risultano più difficili da reperire nelle MPI: due su tre sono difficili da trovare. I muratori sono difficili da reperire al 68,9% (7.650 unità), personale senza qualifica per servizi di pulizia e generici al 45%, autisti di camion e mezzi pesanti al 64,4% (3.960 unità), elettricisti al 73,2% (2.240), acconciatori al 64,5%, meccanici e manutentori di automobili, 78,5%, idraulici al 54,3%, autisti di taxi e furgoni al 46,3%, addetti alle macchine confezionatrici al 14,1%, conduttori di macchine per movimento terra al 64,4%, panettieri e pastai al 66,1%, personale di sicurezza 44,6%, estetisti e truccatori al 52%. Senza dimenticare analisti e progettisti di software con 77,6%, tecnici esperti in applicazioni con 70,3%, tecnici della gestione di cantieri edili con 69,7%, tecnici programmatori con 69,4%, elettricisti nelle costruzioni civili con 68,7%, assemblatori e cablatori di apparecchiature elettriche con 68,7%, montatori di carpenteria metallica con 66,9%, operai addetti a telai meccanici per la tessitura e la maglieria con 66,7% e ingegneri civili con 66,6%.
Più di un lavoratore su due è difficile da reperire dalla attività per Installatori e riparatori di apparati elettrici ed elettromeccanici con 65,1%, falegnami e attrezzisti di macchine per la lavorazione del legno con 64,7%, carpentieri e falegnami nell’edilizia con 64,7%, conduttori di macchinari per il movimento terra con 63,5%, pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali con 62,8%, disegnatori industriali con 62,3%, meccanici e montatori di macchinari industriali con 62,1%, autisti di taxi, conduttori di automobili, furgoni e altri veicoli con 60,3%, operai addetti macchinari confezioni abbigliamento in stoffa con 58,3%, conduttori di mezzi pesanti e camion con 57,6%, estetisti e truccatori con 56,8%, acconciatori con 55,7%, assemblatori in serie di parti di macchine con 54%, muratori in pietra, mattoni, refrattari con 53,8%, ingegneri industriali e gestionali con 53,2% e tecnici della vendita e della distribuzione con 51,9%.
Commenti
12:08
Sardegna al terzo posto in Italia per crescita del settore. Anche nel 2025 il comparto chiude con il segno positivo. Nell’ultimo quinquennio slancio delle imprese edili, digitali, dei trasporti e del benessere



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)