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S.A. 14:00
Monete antiche: da Sassari traffico internazionale
L´inchiesta, denominata "Numisma", è stata avviata nel giugno 2022 dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari. Tutto è partito dall´individuazione, durante un´asta estera, di 36 rare monete d´oro di epoca sardo-bizantina


SASSARI - I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cagliari hanno portato a
termine un'articolata indagine contro il traffico di beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale, che ha condotto all'applicazione di misure cautelari reali nei confronti di soggetti accusati di ricettazione ed esportazione illecita di monete di valore archeologico. L'operazione ha interessato le città di Sassari e Bologna, dove i Carabinieri hanno eseguito un Decreto di sequestro preventivo. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Sassari su richiesta della locale Procura della Repubblica (che ha coordinato le indagini), ha colpito cinque dei sette indagati totali. Le autorità hanno sequestrato preventivamente i conti correnti utilizzati per la raccolta dei ricavi illeciti, oltre ad altri rapporti finanziari per equivalente, fino a coprire il valore del profitto del reato suscettibile di confisca, quantificato in circa 250.000 euro.

L'inchiesta, denominata "Numisma", è stata avviata nel giugno 2022 dal Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari. Tutto è partito dall'individuazione, durante un'asta estera, di 36 rare monete d'oro di epoca sardo-bizantina. Alcune di queste monete erano facilmente riconoscibili poiché erano state studiate e pubblicate nel 1996 da un noto numismatico di Sassari, elemento che ha fatto subito sospettare un'uscita clandestina dal territorio italiano. L'indagine ha assunto dimensioni internazionali: le monete venivano infatti vendute in tutto il mondo. Sono stati effettuati sequestri anche in Spagna e Austria presso case d'asta specializzate, le quali non erano a conoscenza della provenienza illecita degli oggetti. Tra il 2022 e il 2024, il gruppo ha piazzato sul mercato italiano ed estero oltre 1.500 lotti di monete antiche, di cui la maggior parte (di epoca punica, romana, bizantina) presentavano interesse archeologico, oltre ad essere sprovviste di documentazione di provenienza, generando un giro d'affari stimato in circa mezzo milione di euro.

L’illecita attività è stata posta in essere da alcuni collezionisti sardi attraverso la mediazione
di un esperto numismatico che curava i rapporti con le case d’aste a garanzia della provenienza dei beni. Coinvolto anche un ex mercante numismatico/filatelico sassarese che immetteva abusivamente sul mercato nazionale e internazionale, beni numismatici antichi provento di reato. L'operazione ha consentito di recuperare e restituire allo Stato italiano circa 4.000 monete antiche, inclusi alcuni pezzi in oro. Tra i reperti recuperati spicca un raro elemento scultoreo in marmo, riconducibile a un culto pagano in età romana, ritenuto di particolare interesse culturale. L'indagine ha permesso di reintegrare nel patrimonio nazionale beni finiti in collezioni pubbliche e private ignare dell'illecito, aprendo la strada a nuovi filoni investigativi sia in Italia che all'estero.

Il successo è stato garantito dal lavoro di squadra tra magistratura italiana ed estera, Arma dei Carabinieri, polizie estere e organismi di polizia internazionale, nonché dal costante confronto con i funzionari archeologi e numismatici in servizio presso le Soprintendenze isolane. È risultato fondamentale l'utilizzo di strumenti informatici avanzati gestiti dal Comando Tutela Patrimonio Culturale, come la Banca dati dei Beni culturali illecitamente sottratti, la Banca dati S.W.O.A.D.S. e il Sistema informativo dell'Ufficio Esportazione. Con questi sequestri, l’Arma dei Carabinieri ha voluto dare un segnale forte contro il fenomeno dell'esportazione clandestina di beni di interesse archeologico e al conseguente depauperamento del patrimonio culturale nazionale.
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