Sabato 21 marzo 2026 alle 18 la Libreria Dessì di Sassari, in largo Cavallotti 17, ospiterà l’inaugurazione della mostra personale di Massimo Caria dal titolo “Che tutto rifiorisca”
SASSARI - Un ritorno artistico e umano nella città d’origine, con un titolo che è insieme augurio e visione. Sabato 21 marzo 2026 alle 18 la Libreria Dessì di Sassari, in largo Cavallotti 17, ospiterà l’inaugurazione della mostra personale di Massimo Caria dal titolo “Che tutto rifiorisca”, a cura di Marcella Foddai. L’artista sassarese ritorna nella sua città, dopo un lunghissimo trascorso fiorentino, con una mostra che rappresenta il suo più recente percorso creativo, racchiuso in un titolo fortemente evocativo che richiama l’idea di rinascita, speranza e rinnovamento.
Classe 1956, nel suo lungo percorso artistico Massimo Caria ha sperimentato diversi linguaggi dell’arte contemporanea: pittura, performance, grafica e arte digitale. Dal 1983 ha realizzato numerose mostre personali in Italia e all’estero, entrando nel circuito internazionale e trovando spazio anche in alcune collezioni museali. Il lavoro più recente si concentra sulla pittura, con opere caratterizzate da un gesto immediato, libero e profondamente comunicativo e dal forte impatto emotivo. Venticinque le opere che compongono la mostra e che raccontano una ricerca artistica intensa e personale. Nei lavori esposti emerge una riflessione poetica sul tempo presente: una sorta di opposizione silenziosa e sensibile degli artisti agli errori degli uomini, ma anche un invito alla speranza, alla consapevolezza e all’umiltà dei pensieri sinceri.
Tra materia pittorica, segni e colori vitali, le opere suggeriscono la possibilità di una rinascita, di un nuovo sguardo sul mondo. Il titolo “Che tutto rifiorisca” diventa così una dichiarazione di fiducia nella capacità dell’arte di generare bellezza, pensiero e cambiamento. L’inaugurazione sarà un momento di incontro con l’artista e con la curatrice e offrirà al pubblico l’occasione di conoscere da vicino un percorso creativo maturo e profondamente radicato nell’esperienza contemporanea. L’esposizione sarà visitabile fino al 3 aprile 2026.
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