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Cor 18 marzo 2026
Alghero-Palestina: sconcertati e offesi
Attacco frontale all'Amministrazione Cacciotto ed alla maggioranza consiliare algherese: «Siamo sconcertati da questo comportamento dilatorio ed elusivo che reputiamo anche offensivo»


ALGHERO - Alghero per Gaza, Asce - Associazione sarda contro l'emarginazione, Alghero Antifascista, Dignitat e Micromeria - circolo Arci in pressing sull'amministrazione comunale di Centrosinistra guidata dal Sindaco Raimondo Cacciotto: chiedono le ragioni della mancata convocazione del Consiglio comunale deliberativo annunciato come imminente il 16 ottobre scorso al termine della seduta consiliare aperta, convocata dopo quattro mesi di attesa dall’appello presentato il 10 luglio e dopo 740 giorni di genocidio a Gaza. «In quella circostanza ci fu detto, testualmente, che il Consiglio deliberativo sarebbe stato convocato “prima di Natale”. Natale è arrivato e passato da tre mesi, durante i quali a quell’impegno non ha fatto seguito alcun atto di alcun genere e, cosa ancora più grave, nessuna risposta è arrivata alle ripetute richieste di spiegazioni inviate al Sindaco e al Presidente del Consiglio».

«Siamo sconcertati da questo comportamento dilatorio ed elusivo che reputiamo anche offensivo non solo nei confronti dei cittadini, ma soprattutto nei confronti del martoriato popolo palestinese. Ci si chiede come mai il consiglio comunale aperto, ricco di testimonianze e interventi, non sia mai stato reso pubblico nei canali ufficiali, perché nessun post è mai stato pubblicato sulle pagine social dell’amministrazione, e perché la registrazione non è mai stata inserita nel canale ufficiale youtube del Comune di Alghero. E ci chiediamo quali possano essere le motivazioni che ostacolano anche soltanto l’annuncio ufficiale di una data per la convocazione del Consiglio deliberativo». Nel frattempo il Comune continua ad aderire a reti, protocolli e dichiarazioni dedicate alla pace nel Mediterraneo, alla cultura del dialogo, alla responsabilità delle istituzioni. Parole importanti, solenni, perfino commoventi che però, nel nostro caso, svaniscono in un silenzio assordante. Siamo centinaia di cittadine e cittadini di Alghero, abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte, abbiamo seguito il percorso del dialogo democratico, ma oggi non possiamo sentirci rappresentati da questa amministrazione. Altre comunità grandi e piccole intorno a noi hanno ricevuto ascolto su questo stesso tema e i loro Consigli comunali hanno espresso solidarietà e sostegno al popolo palestinese, condannando senza ambiguità il genocidio perpetrato da Israele: Sassari, Nuoro, Cagliari e tanti altri Comuni più piccoli. Alghero, città storica del Mediterraneo e “città della pace”, non si è ancora pronunciata con un atto ufficiale che dica da che parte sta.

«Con un genocidio tuttora in atto e una feroce guerra di aggressione che si estende a tutto il Medio Oriente, nella cornice del più profondo disprezzo del diritto internazionale, il silenzio non è prudenza istituzionale: il silenzio è complicità. Il silenzio normalizza l’orrore e garantisce ai colpevoli l’impunità. Noi continuiamo ad avere fame e sete di giustizia. Perché la pace non nasce dalle formule retoriche, ma dalla giustizia, e la giustizia richiede atti, responsabilità e scelte. La Palestina, con la fermezza del suo sumud, ci ricorda ogni giorno cosa significhi resistere e pretendere dignità. Noi chiediamo semplicemente che l’amministrazione di Alghero trovi il coraggio di dire qualcosa di chiaro davanti a ciò che sta accadendo. D’altra parte, la costanza del nostro impegno non sarà in alcun senso condizionata dal silenzio delle istituzioni cittadine. Continueremo la nostra mobilitazione civile a favore del popolo palestinese e dell’autodeterminazione di tutti i popoli, contro la guerra, per la libertà di espressione, per il rispetto del diritto internazionale. La prima di queste iniziative consisterà in un presidio che organizzeremo durante la Settimana Santa in Largo San Francesco dal 29 marzo al 6 aprile».
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