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Giancarlo Balbina 21:51
L'opinione di Giancarlo Balbina
Il no che cambia gli equilibri e riapre il confronto


Il risultato del referendum sulla separazione delle carriere racconta molto più di una semplice scelta tecnica sull’ordinamento giudiziario. Il “no” che ha prevalso – contro una narrazione che dava per scontata la vittoria del “sì” – è il segnale di un Paese che, quando viene chiamato a esprimersi davvero, sa distinguere tra riforme necessarie e operazioni politiche costruite dall’alto. Il punto centrale, infatti, non è solo il merito della separazione delle carriere, tema complesso e legittimo nel dibattito pubblico. È il contesto in cui questo referendum è stato portato avanti. Il governo ha scelto consapevolmente di trasformarlo in uno scontro politico, caricandolo di significati identitari e presentandolo come un passaggio quasi dirimente tra “chi vuole cambiare” e “chi difende lo status quo”. Ma quando si forza una consultazione popolare dentro una logica di propaganda, si corre un rischio: quello di ricevere una risposta politica, non tecnica.

Ed è esattamente ciò che è accaduto. Il voto è diventato un giudizio sull’operato dell’esecutivo, sul suo modo di usare le istituzioni e sul tentativo di piegare strumenti democratici a una strategia di consenso. In questo senso, il risultato è chiaro: oggi il “governo del popolo”, che tanto ha rivendicato di parlare in nome dei cittadini, è stato severamente bocciato proprio dal popolo. Non è una bocciatura su un singolo provvedimento, ma su un metodo. Sull’idea che si possa semplificare tutto in una narrazione binaria, sulla convinzione che basti polarizzare per vincere. Gli elettori hanno dimostrato di essere meno prevedibili e più autonomi di quanto spesso venga raccontato.

Per le forze progressiste e per l’opposizione, questo apre uno spazio nuovo. Ma attenzione: non è un’occasione che si coglie automaticamente. Non basta “aver avuto ragione” o trovarsi dalla parte vincente di un referendum. Serve costruire una proposta credibile, capace di parlare ai bisogni reali delle persone, senza cadere nella stessa tentazione plebiscitaria. C’è una lezione importante: quando la politica torna a essere terreno di confronto serio, quando si esce dalla logica dello scontro permanente i cittadini rispondono. L’opposizione ha ora l’opportunità di interpretare questo segnale, di trasformarlo in un progetto, in una visione alternativa di Paese. Se saprà farlo, questo voto non resterà un episodio isolato, ma potrà diventare l’inizio di una fase nuova. Altrimenti, sarà solo una parentesi. E il vuoto, in politica, non resta mai tale a lungo.

*Partito democratico
Commenti
22:00
La netta affermazione del No al referendum costituzionale nell’Isola, con quasi il 60% del consenso, testimonia una partecipazione consapevole e una presa di posizione determinata da parte delle cittadine e dei cittadini sardi
19:42
Ad Alghero il 60% dei cittadini ha scelto il No. Non come gesto episodico, ma come espressione di una comunità che ha deciso di misurarsi, con serietà, sui principi fondamentali della nostra costituzione



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