Prosegue la polemica sulla riapertura posticipata della Grotta Verde di Alghero. Il capogruppo di Fratelli d´Italia: «Il problema non è solo la Grotta Verde. Siamo davanti a ritardi generalizzati»
ALGHERO - «Lo scorso settembre
La Nuova Sardegna, sentito il Presidente del Parco Emiliano Orrù, annunciava una riapertura per fine marzo 2026» così Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia, replica alle dichiarazioni della maggioranza e del Parco sulla mancata apertura della Grotta Verde nel weekend di Pasqua. «Un impegno preciso assunto dal Parco, tanto che il 26 febbraio sempre il Parco invia una nota agli istituti scolastici cittadini per organizzare visite con classi e studenti a partire dal 1 aprile. Oggi invece il Parco sostiene che non sia possibile aprire prima del 1 maggio. Le due cose evidentemente non stanno insieme e chi le sostiene dalla maggioranza ignora almeno una delle due. Insomma, o non sanno cosa stanno facendo, oppure lo sanno benissimo e cambiano versione strada facendo».
«Per mesi hanno dato per certa una apertura anticipata, senza problemi per i chirotteri, per poi arrivare a Pasqua con il sito chiuso. Siamo davanti all’ennesima retromarcia con cui tentano di coprire una gestione confusa. Si è passati da annunci pubblici a retromarce improvvise, senza alcuna chiarezza. E a pagare, come sempre, è la città». «Le lezioni improvvisate sulla normativa ambientale le rispediamo al mittente. Prima di parlare, sarebbe utile che il consigliere Sartore, troppo precipitoso nella difesa d’ufficio del presidente del Parco per via delle faide interne al PD, leggesse prima gli atti». E sul piano economico: «Il risultato è evidente: migliaia di visitatori persi, decine di migliaia di euro mancati, proprio nel primo grande banco di prova della stagione».
Infine, l’affondo politico: «Ma il problema non è solo la Grotta Verde. Siamo davanti a ritardi generalizzati: nessuna soluzione sulla mobilità green del promontorio, ancora nessun servizio navetta previsto per ridurre la congestione e la sosta selvaggia, e ancora ritardi sulla realizzazione del parcheggio di Casa Gioiosa. Tutti interventi previsti, quelli sì, per ridurre l'impatto ambientale sul promontorio, ma Parco e Fondazione, a stagione avviata, non hanno ancora prodotto nulla». «Sarà meglio che la sinistra eviti di usare la sostenibilità come scusa per coprire le proprie inefficienze – conclude Cocco –. Lavorino con serietà».
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