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Cor 20:20
GenerAzioni con Giovanni Onorati
Onorato porta a Sassari due spettacoli che l’hanno fatto conoscere dal pubblico e gli sono valsi il riconoscimento della critica: "Suck my Iperuranio" e "A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui"


SASSARI - La rassegna “generAzioni” organizzata dalla compagnia Meridiano Zero, con il sostegno del Comune di Sassari, della Regione e della Fondazione di Sardegna, prosegue la sua appassionante ricognizione tra i giovani autori e interpreti della scena italiana. Questa volta propone al pubblico sassarese un doppio appuntamento con Giovanni Onorato, trentunenne autore e performer romano eclettico e versatile, che al mestiere del teatro – tra i suoi incontri, quelli con artisti del calibro di Antonio Rezza e Filippo Timi - alterna originali progetti di danza, musica e poesia, e che, come dice di sé, è stato anche «cameriere, fornaio, detective e autista». Onorato porta a Sassari due spettacoli che l’hanno fatto conoscere dal pubblico e gli sono valsi il riconoscimento della critica: “Suck my Iperuranio” giovedì 16 aprile, alle 20.30, allo Spazio Bunker (via Porcellana 17/A) e “A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui” domenica 19, alle 18, al Teatro Civico. Sempre al Bunker, l’attore romano condurrà inoltre, il 17 e il 18 aprile, un laboratorio teatrale aperto a tutti (info e iscrizioni info@iconicaselvatica.it).

“Suck my Iperuranio” (finalista Direction Under 30 e vincitore #pillole presso il Teatro Studio Uno) è una scrittura originale per attore solo: «una stand-up comedy triste, ironica, potenzialmente straziante», ispirata dai racconti di Heinrich Böll, il grande scrittore tedesco antinazista, Premio Nobel nel 1972. Come il protagonista di "Opinioni di un clown", anche il personaggio interpretato da Giovanni Onorato è un comico che, chiuso nella sua stanza, in pigiama, tenta disperatamente di
dimenticare la fine di un amore ripassando i suoi sketch, che ormai non lo fanno più ridere. In una scena spoglia, con un linguaggio che oscilla tra intensità poetica e ironia clownesca, il capolavoro di Böll diventa un pre-testo per dare vita a un personaggio che fatica a trovare un posto nel mondo.

In “A.L.D.E. non ho mai voluto essere qui”, Giovanni Onorato condivide la scena con Mario Russo, che firma anche le musiche insieme a Lorenzo Minozzi. Finalista al bando Biennale College 2022 e vincitore della mezione speciale al Premio Tuttoteatro.com, lo spettacolo utilizza il linguaggio e la spontaneità espressiva del poetry-slam, all’interno di una cornice narrativa, per indagare il rapporto tra realtà e autobiografia. Sul palco, vengono lette le poesie di Arduino Luca Degli Esposti, personaggio irrimediabilmente assente dalla scena, perché, si dice nello spettacolo, «una serie di circostanze ha fatto sì che si gettasse contro un treno in corsa fra le fermate di Fidene e Montelibretti». Arduino era un poeta. Voleva esserlo a tutti i costi e probabilmente era l’unica cosa che lo facesse sentire al sicuro e reale. In uno dei suoi quaderni, infatti, ha appuntato questa frase: "La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”
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