«Ribadiamo, come già ampiamente spiegato più e più volte, che i cittadini israeliani sono per legge anche soldati, che tutti sono obbligati a servire nell’esercito, che tutti (a parte i rarissimi obiettori di coscienza) hanno partecipato in ogni modo all’occupazione, alla pulizia etnica, al genocidio. Prendiamo a testimoni gli stessi soldati israeliani che pubblicano i loro crimini senza vergogna né timore. Così come senza vergogna sono le colone israeliane, guidate dalla loro capa Daniela Weiss, che incitano allo sterminio e alla deportazione di tutta la popolazione di Gaza, che educano i loro bambini a sputare sui cristiani, a bruciare gli olivi, a fare razzia delle greggi e dei terreni appartenenti ai palestinesi».
Così prosegue l’associazione Alghero per Gaza. «Siamo di fronte ad una società che (sondaggi pubblicati dal quotidiano israeliano Haaretz) per l’82% sostiene la deportazione dell’intera popolazione di Gaza e per il 47% sostiene lo sterminio di tutta la popolazione civile. Noi siamo qui oggi in tre a prenderci le loro risate sarcastiche, i loro gesti osceni, i loro improperi ("Nazisti" ci hanno detto, loro a noi). Siamo qui a testimoniare l’assenza di chi poteva fare qualcosa meglio di noi, dalle istituzioni locali a quelle regionali, nazionali ed europee. Denunciamo non solo il silenzio e l’assenza, ma a questo punto la copertura e la complicità con lo stato terrorista di Israele e la mancata applicazione del diritto internazionale e anche delle leggi nazionali, a partire da quella specifica sul genocidio, detta "Legge Moro", tutt’ora in vigore, per la quale vale il principio di giurisdizione universale: il crimine di genocidio è considerato un crimine contro l’umanità, e per questo motivo può essere processato dai tribunali italiani anche se commesso interamente fuori dai confini nazionali, da o contro cittadini stranieri. E chiunque fornisce un contributo agevolatore, supporto materiale, finanziario, logistico o morale che facilita la commissione del genocidio risponde penalmente dello stesso reato, anche se non ha materialmente eseguito l’azione principale».
«Ci uniamo a tutte le altre organizzazioni e gruppi che in Sardegna manifestano contro il turismo sionista, che ha preso d’assalto la nostra isola con numeri mai visti. Sosteniamo e facciamo nostre le obiezioni sollevate dal consigliere regionale Valdo Di Nolfo rispetto agli arrivi da Tel Aviv a Cagliari qualche giorno fa, notando con amarezza quanto la sua voce sia rimasta isolata. Non abbiamo potuto filmare la nostra azione per la vicinanza di Digos e Polizia, che ci hanno comunque lasciato esprimere e sventolare la bandiera palestinese fino a quando i tre bus non sono partiti in direzione degli hotel cittadini. Continueremo a manifestare la nostra solidarietà alla Palestina, sempre in modo pacifico e non rispondendo alle provocazioni, ma anche senza paura e con determinazione. Il prossimo presidio ad Alghero è previsto per sabato 6 giugno. Presto pubblicheremo tutte le informazioni» chiude la nota dell’associazione Alghero per Gaza. .