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S.A. 19:12
Nuova emergenza idrica a Sassari: ultimatum del sindaco
Nuova emergenza idrica, la protesta del sindaco di Sassari e della Città Metropolitana: «Interconnessione dei due acquedotti ancora al palo, certi disservizi non sono tollerabili»


SASSARI - «Che la rete idrica del territorio sia vecchia e malridotta è un fatto ormai noto, e va dato merito all’attuale governo regionale di aver previsto investimenti mai visti prima per il suo ammodernamento completo, che però richiede tempo. Ma non è pensabile che, nel frattempo, a ogni rottura debbano corrispondere disagi come quelli che stanno affrontando in questi giorni la città di Sassari e altri centri del Nord Ovest Sardegna. Nonostante gli impegni presi da chi di competenza con gli amministratori regionali e locali, ancora non si è provveduto a interconnettere l’ultimo tratto dei due acquedotti che servono questa parte di territorio, ossia il Coghinas 1 e il Coghinas 2». È la dura presa di posizione del sindaco di Sassari e della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia.

I problemi che hanno costretto Abbanoa a prevedere restrizioni nel servizio di approvvigionamento idrico, e che oltretutto hanno costretto le sassaresi e i sassaresi a fare i conti a più riprese con la presenza di acqua torbida e maleodorante, «non sono più tollerabili», è l’ultimatum del sindaco. «Il protocollo per l’emergenza e per la tempestività delle informazioni, pattuito un anno e mezzo fa durante il summit convocato a Palazzo Ducale in seguito all’ennesima emergenza, è rimasto lettera morta», è il pensiero di Mascia. «Ci dicano cosa è stato fatto per rendere concreta la possibilità di ripristinare la condotta che a Porto Torres permetterebbe di connettere l’ultimo tratto del Coghinas 2 al Coghinas 1, scongiurando interruzioni e malfunzionamenti come quelli con cui stiamo facendo i conti in questi giorni», è la richiesta del sindaco di Sassari e della Città Metropolitana.

Nella primavera dello scorso anno, dinanzi a una situazione che presentava diverse analogie rispetto a quel che sta accadendo in questi giorni, Mascia si era spinto a chiedere alla Regione lo stato di calamità naturale. «Non intendiamo puntare il dito contro nessuno in particolare, ma un’interruzione del servizio che a intermittenza si protrae ormai da giorni è inaccettabile, tanto meno in assenza di una qualsiasi forma di comunicazione all’utenza – rimarca ancora – si sta comprensibilmente per esaurire la pazienza delle cittadine e dei cittadini, continuamente privati di un bene inalienabile ed essenziale come l’acqua». Da qui la provocazione di Giuseppe Mascia. «Non si può lasciare la seconda città dell’isola e tutto il Nord Ovest Sardegna in queste condizioni – ribadisce – vanno assunte decisioni urgenti e definitive, basta con i rattoppi e i continui disagi».
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