ALGHERO – «Il Partito Democratico dimostra ancora una volta che di democratica ha solo il nome. La lettera per liquidare l’assessora Raffaella Sanna rappresenta una bruttissima pagina della politica cittadina: competenze, merito e dignità sacrificati alle lotte intestine e ai regolamenti di conti».
Lo dichiarano i capigruppo del centrodestra Michele Pais (Lega), Marco Tedde (Forza Italia), Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Lelle Salvatore (Udc), Massimiliano Fadda (Prima Alghero) e Giovanna Caria (Riformatori) attaccando il primo partito della coalizione alla guida della città, ancora in difesa dell’assessora già protagonista insieme al collega Enrico Daga (e segretario del partito ndr) di uno scontro che ha agitato le acque della maggioranza qualche settimana fa ed emerso dopo una lettera rivelata dal
Quotidiano di Alghero [
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Acque che restano agitate a Porta Terra e dintorni dove è sempre più difficile mettere insieme partiti, assessorati e obiettivi del programma elettorale [
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«Una comunicazione dei vertici Partito democratico al sindaco Cacciotto per sostituire Sanna con Gabriella Esposito, senza neppure informare l’interessata. Siamo alle epurazioni via WhatsApp, con le persone ridotte a pedine degli equilibri di partito. Ancora più grave dopo che Sanna aveva denunciato al sindaco e al segretario generale comportamenti da lei definiti violenti. Quegli atteggiamenti erano forse parte di un disegno per indurla alle dimissioni e liberare il posto in Giunta? Un interrogativo inquietante, che merita chiarezza» incalzano dall’opposizione.
Secondo i capigruppo di minoranza in Consiglio comunale ad Alghero «fa impressione che proprio una donna preparata e competente subisca questo trattamento dal Pd, sempre pronto a impartire lezioni di rispetto, inclusione e tutela delle donne. Principi evidentemente sacrificabili quando bisogna regolare i conti interni. La vicenda fotografa una maggioranza occupata dalle proprie faide anziché dai problemi della città. E temiamo sia soltanto l’inizio: si profilano ulteriori epurazioni in Giunta, dettate non dai risultati amministrativi, ma dagli equilibri delle correnti. Gli assessorati non sono proprietà privata dei partiti né strumenti di vendetta politica. Il sindaco ricordi che gli assessori li nomina lui e rispondono alla città, non alle segreterie. Ci auguriamo che Cacciotto abbia uno scatto di autonomia e autorevolezza, difendendo la propria Giunta e valutando Sanna per il lavoro svolto, anziché piegarsi alle logiche delle epurazioni» concludono.
Nella foto: il sindaco Raimondo Cacciotto con l’assessora Raffaella Sanna
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