Il presidente di Confturismo nord Sardegna insiste sulla necessità di un rilancio non solo promozionale ma strutturale della nostra offerta. Un punto di raccordo permanente di programmazione in ambito regionale
ALGHERO - «Considerata la generale situazione di crisi si può dire che da noi, in fondo, è andata meno peggio che in altre realtà turistiche. Segno che la destinazione Sardegna tira ancora, come dimostrano i dati sul movimento dei passeggeri negli aeroporti. Il paradosso sta nel fatto che aumentano i flussi turistici complessivi, ma diminuiscono le presenze negli alberghi e nelle strutture classificate in genere. Una contraddizione solo apparente, in quanto è risaputo che il mercato del turismo in Sardegna è in gran parte sommerso e fa perno sulle seconde case di proprietà o date in affitto».
E' il commento del presidente di Confturismo nord Sardegna Giorgio Macciocu, in riferimento ai dati sulla
stagione turistica 2009 nel Nord Sardegna, che fotograno la situazione del comparto. «Da non trascurare, poi, le non poche presenze registrate nell'ultimo periodo da quegli albergatori "temerari" che hanno mantenuto in funzione le proprie strutture anche in ottobre. Si tratta - precisa macciocu - di un risultato che induce a riflettere sulle prospettive della bassa stagione, anche se si tratta di presenze poco remunerative, posto che nell'ultimo scorcio di stagione si è costretti ad applicare tariffe molto contenute, quasi da bed and breakfast».
Macciocu però insiste sulla necessità di un rilancio non solo promozionale ma strutturale della nostra offerta. «Inutile girarci attorno - sostiene il presidente di Confturismo - se si vuol fare del turismo la vera grande industria della Sardegna, non si possono condannare le "fabbriche", cioè gli alberghi, all'obsolescenza, come di fatto è avvenuto finora a causa di disposizioni estremamente rigide e restrittive. E se è vero, come è vero e dimostrabile, che le ricadute economiche derivanti dalle presenze turistiche portano ricchezza ai territori (su 100 euro di spesa vacanza, circa 25/30 vanno all'industria alberghiera il resto, 70/75 euro ricadono sull'indotto) allora, a maggior ragione, le nostre richieste di attenzione sono più che giustificate».
«Il settore turistico-ricettivo necessita di norme e incentivi che facilitino e semplifichino l'ammodernamento e la riqualificazione delle strutture alberghiere per offrire ai turisti una migliore accoglienza e nuovi servizi in linea con gli standard internazionali. Dobbiamo rifare i nostri alberghi, renderli appetibili, ingrandirli dove occorre nella dimensione ritenuta più consona ed economica. In proposito occorre una riflessione seria e approfondita che guardi ad un futuro vero di sviluppo del turismo».
In tale ottica, Macciocu ritiene che si debba istituire un punto di raccordo permanente di programmazione in ambito regionale per l’individuazione delle migliori politiche di sviluppo turistico, «con la funzione di assistere gli organismi istituzionali nella progettazione e attuazione degli interventi strutturali e operativi necessari per l’affermazione del settore turistico come uno degli assi portanti e strategici dell’economia della Sardegna».
Nella foto: il presidente di Confturismo nord Sardegna Giorgio Macciocu
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