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Antonio Sini 5 ottobre 2004
Giorico chiede un osservatorio per vigilare sui libri di testo
I consiglieri dell’Udeur Giorico e Cachia scrivono all’Assessore Elisabetta Pilia: bisogna vigilare contro il caro libri-adozioni facili


Chi ha figli a scuola, si è reso conto di quanto costino i libri di testo, un onere che incide molto sui bilanci famigliari, soprattutto su quelli monoreddito. Se poi il capofamiglia si trova cassintegrato se non addirittura disoccupato, l’incentivo a by passare l’acquisto diventa quasi un obbligo.
I consiglieri dell’Udeur, Pino Giorico e Carmelo Cachia, hanno chiesto all’Assessore della Pubblica istruzione, Elisabetta Pilia, un osservatorio regionale per vigilare contro il caro libri e le adozioni facili dei libri di testo
«Lo scopo -hanno spiegato Giorico e Cachia- è monitorare una situazione che mette a dura prova il bilancio di migliaia di famiglie ad ogni inizio d’anno scolastico».
L’osservatorio, del quale, oltre alla Regione, dovrebbe far parte la direzione scolastica regionale, la consulta degli studenti, associazioni di consumatori ed editori, ha lo scopo di monitorare il settore rilevando eventuali anomalie e valutare se vengono rispettate le direttive ministeriali che fissano tetti di spesa e criteri di adozione dei testi scolastici.
«Iniziative analoghe -ricordano Giorico e Cachia- sono state assunte da altre regioni che non escludono stanziamenti aggiuntivi affinché la dotazione scolastica possa essere, soprattutto per le fasce di reddito medie e basse, meno onerosa se non totalmente gratuita. La Sardegna -continuano Giorico e Cachia- registra un’alta dispersione scolastica, fenomeno per contrastare il quale non sono state ancora adottare efficaci contromisure. Anche il caro libri può essere un incentivo alla minore partecipazione alla didattica». L’auspicio è che in Sardegna si possa arginare la dispersione scolastica concedendo agli studenti delle scuole dell’obbligo, valide alternative all’acquisto ex novo di testi scolastici. Sarebbe auspicabile l’incremento del mercato dell’usato, se non addirittura l’acquisto da parte delle scuole dei testi da assegnare ai giovani in comodato d’uso. Ma tutto non può prescindere da un intervento della regione nella materia specifica, eventualmente riconoscendo priorità alle fasce di reddito più basse.
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