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Red 20 aprile 2010
«Subito in Consiglio i beni demaniali»
Lo chiede Mario Bruno, capogruppo del Partito democratico, che annuncia sulla vicenda una mozione urgente del centrosinistra


ALGHERO - «Il Consiglio Regionale si occupi immediatamente della mancata attuazione dell'accordo Soru-Parisi sul trasferimento dei beni demaniali dallo Stato alla Regione e dei continui attacchi allo Statuto», lo chiede Mario Bruno, capogruppo del Partito democratico, che annuncia sulla vicenda una mozione urgente del centrosinistra.

«È ingiustificabile - prosegue Bruno - il silenzio del Presidente della Regione di fronte alle iniziative del Ministero della Difesa, che ha manifestato l’intenzione di alienare alcuni beni demaniali situati in Sardegna, rientranti nella fattispecie dell'art. 14 dello Statuto, dopo la stipula di intese istituzionali e accordi di programma avvenuti nella scorsa legislatura che sanciscono il trasferimento al patrimonio regionale dei beni demaniali non più funzionali alla difesa e all'interesse nazionale».

Bruno ricorda in particolare «l’accordo di programma sottoscritto il 7 marzo 2008 tra la Regione Sardegna, il Ministero della Difesa e l’Agenzia del Demanio nel quale sono state definite le procedure, i tempi e le modalità di dismissione degli immobili: tre allegati con lunghi elenchi di beni, tra i quali quelli immediatamente dismissibili e quelli da dismettere dopo la riallocazione delle funzioni in altre infrastrutture da parte della Regione (caserme, ospedali militari, importanti complessi alloggiativi)». Di quell'accordo «oggi non si conosce l'iter di attuazione», prosegue Bruno, e il Ministero della Difesa «trova spazio per iniziative già precluse da quegli accordi e dallo Statuto».

«È l'ennesimo atto di subalternità di questa giunta e del suo Presidente rispetto al governo nazionale». Ma d'altronde «chi parla più di servitù militari? Chi è oggi in grado di rappresentare gli interessi della Sardegna, almeno per porre in essere gli adempimenti di attuazione dei risultati ottenuti nella scorsa legislatura e di difendere le prerogative statutarie?», si domanda il capogruppo Pd.

«Per questo - conclude Bruno - è urgente coinvolgere il Consiglio chiedendo che il presidente Cappellacci riferisca in Aula sulle iniziative da adottare a tutti i livelli, mettendosi finalmente in ascolto degli indirizzi consiliari». / MAURO PILI

Nella foto: Mario Bruno, capogruppo Pd in consiglio regionale
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