L’assessore regionale del Turismo interviene per iniziare a tirare le somme e a interrogarsi sui fattori che hanno inciso pesantemente sulle presenze nell’Isola
CAGLIARI - La più tormentata delle stagioni turistiche degli ultimi anni sta per concludersi. Al termine del periodo generalmente più fecondo e in fase, ancora in corso, di elaborazione dei dati ufficiali, l’assessore regionale del Turismo Luigi Crisponi interviene per iniziare a tirare le somme e a interrogarsi sui fattori che hanno inciso pesantemente sulle presenze nell’Isola: «La Sardegna – aggiunge l’assessore Crisponi - ha corso quest’anno, una stagione ‘a ostacoli’. Quelli del caro traghetti, innanzitutto. Le ferite inferte dalle azioni degli armatori privati non si rimargineranno presto e facilmente».
Il target alto avrebbe avuto un trend positivo, ma il rovescio della medaglia è che nell’‘annus horribilis’ della crisi economica mondiale, il brand consolidato (il marchio Sardegna), ha generalmente scontato l’immagine di destinazione esclusiva ma cara e fuori budget proprio per quell’utenza media, che in Sardegna vale il 50% del totale delle presenze. Anche se secondo l’esponente della Giunta Cappellacci «è il costo di accesso che frena, rispetto al costo di residenza. Ma si deve prendere atto - spiega - che il sistema dei trasporti è lo snodo centrale per lo sviluppo turistico dell’Isola.
Infine, non risparmia polemiche sulla Manovra economica decisa dall'alto (a Roma ndr): «esprimo insofferenza - aggiunge l’assessore – per il previsto taglio della finanziaria regionale 2012, vorace nei confronti dell’impalcatura produttiva sarda, con 43 milioni di euro in meno per turismo, artigianato e commercio». Un plauso dell'esponente della Giunta agli imprenditori «al loro orgoglio e alla loro forza», ma che poco hanno potuto fare laddove «la crisi è stata affrontata con statica diffidenza e poco spazio agli investimenti». Nel triennio turistico, infatti, dal 35% di investimenti sul fatturato 2008 si è passati ad appena il 15% nel 2010. Alla realtà dei numeri è difficile sfuggire.
Nella foto: Luigi Crisponi
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