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Stefano Idili 8 marzo 2005
Campus (Cgil) interviene sulla Sanità algherese
Campus nella nota evidenzia che «l’impegno del sindacato sarà innanzitutto quello di portare a termine gli accordi già conclusi e rivendicare una migliore gestione delle risorse umane e delle professionalità secondo regole certe, che privilegino i diritti e le capacità e non i privilegi di pochi


ALGHERO – «L’insediamento della nuova Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU) della ASL n° 1 e della nuova Direzione aziendale, rappresenta per la CGIL un’occasione importante per rilanciare la propria attività e per dare un positivo contributo al dibattito in corso sul futuro dei servizi sanitari cittadini e del territorio». Così Stefano Campus, delegato della Rsu. L’esponente della Cgil algherese afferma inoltre che «il sindacato ha raggiunto all’interno della ASL risultati importanti nella applicazione del contratto di lavoro, ma rimane ancora molto da fare per rappresentare gli interessi diffusi dei lavoratori con proposte condivise dalla base, unitarie e credibili, ad iniziare dal nuovo accordo integrativo aziendale, di cui è necessario avviare la discussione». Campus nella nota evidenzia che «l’impegno del sindacato sarà innanzitutto quello di portare a termine gli accordi già conclusi (riclassificazione, produttività 2004 ecc) e rivendicare una migliore gestione delle risorse umane e delle professionalità secondo regole certe, che privilegino i diritti e le capacità e non i privilegi di pochi. Per tali motivi è prioritario approvare un regolamento per la mobilità del personale che valorizzi l’anzianità di servizio (in particolare nei reparti che presentano notevoli carichi di lavoro), revocare gli atti riguardanti le posizioni organizzative, da individuare ed assegnare secondo regole certe e che premino le capacità professionali, e procedere a una nuova regolamentazione dell’istituto dell produttività». Il delegato Rsu evidenzia come «sono all’ordine del giorno del dibattito pubblico avviato dall’Assessore alla sanità e dalla competente Commissione regionale, gli obiettivi per la riorganizzazione dei servizi socio-sanitari regionali che dovranno tener conto degli indirizzi già individuati dalla programmazione nazionale. In questo quadro si rende necessario adeguare i posti letto degli ospedali cittadini procedendo alla riconversione secondo gli standard nazionali (lungo degenza, riabilitazione), potenziare il ruolo dei distretto sanitario e dei servizi territoriali (assistenza domiciliare, anziani non autosufficienti, disabili e malati terminali, specialistica ambulatoriale, salute mentale) e quelli destinati alla prevenzione attiva (programmi per il rischio cardiovascolare e le complicanze del diabete, screening oncologici ecc)». Stefano Campus, nella parte finale della nota, indica quali siano gli obbiettivi da percorrere della nuova direzione della ASL: «attuare gli obiettivi proponendo un piano di razionalizzazione dei servizi sanitari e procedendo al decentramento delle risorse, delle competenze e responsabilità, ai presidi ospedalieri e ai distretti sanitari di Sassari, Alghero e Ozieri. Resta inteso che l’annunciata e auspicata razionalizzazione non può limitarsi a semplici tagli di servizi per risanare il bilancio della ASL, ma passa attraverso un progetto che preveda innanzitutto l’eliminazione degli sprechi, iniziando da quelli connessi all’acquisizione di beni e servizi, ai ricoveri impropri, alla spesa farmaceutica. Questo processo di cambiamento, che dovrà essere condiviso dalle istituzioni locali e sociali ( conferenza dei sindaci e organizzazioni sociali del territorio), richiede, anche da parte della CGIL, un maggiore impegno e un approccio di più alto livello culturale. Si dovrà pertanto evitare – conclude Campus - il rischio di cadere in vecchie logiche di commistione di ruoli o a atteggiamenti passivi o di semplice denuncia, ma indicare proposte e soluzioni finalizzate al miglioramento dei servizi sanitari che mettano al centro degli interessi di tutti gli operatori e della Direzione aziendale, la tutela della salute dei cittadini».
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