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Antonio Sini 14 aprile 2005
Nomine Asl, CSS: «i sardi prima di tutto»
I Dirigenti delle Aziende e Strutture Pubbliche devono essere sardi. Le nomine degli amministratori pubblici dovrebbero essere fatte dal Consiglio Regionale a maggior garanzia di democraticità


CAGLIARI - Continuano le prese di posizione dopo la Nomina del Dr. Gumirato a Direttore Generale dell’Azienda USL n° 8 di Cagliari. Questa volta prende parte al dibattito, molto vivo, il CSS, che con un documento a firma del suo segretario Giacomo Meloni, argomenta le sue ragioni di dissenso. «Non ci piacciono le scelte della Dirindin – Soru - attacca Meloni - ma non perché non gradiamo in Sardegna delle presenze “continentali” nelle ASL e nelle altre strutture pubbliche il cui capitale, è bene ricordarsi, è in gran parte patrimonio dei contribuenti sardi.
La nostra indignazione ha ben più profonde motivazioni perché il capitale di una Azienda non sono soltanto le risorse finanziarie, le strutture, le attrezzature, gli immobili, ma sono soprattutto le risorse umane con le intelligenze e capacità professionali che costituiscono la prima grande ricchezza. La Prof.ssa Nerina Dirindin, Assessore Regionale alla Sanità in Sardegna è lo stesso Presidente Soru commettono il grave errore di sottovalutare la “sardità” che è il nostro DNA, e non, come afferma la professoressa Dirindin “un requisito non decisivo”, seppure non trascurabile.
Suggerisco la lettura dei libri della Professoressa Nereide Rudas per scoprire come l’identità dei sardi sia un requisito strutturale; ma la nostra affermazione deriva dalla nostra coscienza di essere un popolo e, come tale, di avere il diritto e la sovranità non solo sul territorio, ma su tutto ciò che pubblico e quindi anche sulle scelte che interessano “le cose comuni”, tra cui ha primaria importanza la sanità. La CSS è convita che a dirigere le Aziende e le Strutture Pubbliche in Sardegna debbano essere prima di tutto i sardi, certo quelli più capaci ed onesti, e siamo certi che fra i sardi ci sono moltissimi professionisti che possono a testa alta sfidare le più severe selezioni.
I sardi prima di tutto. Ogni altra scelta indebolisce lo stesso potere politico-regionale.
Le nomine degli amministratori pubblici dovrebbero essere fatte dal Consiglio Regionale a maggior garanzia di democraticità e nessun dirigente pubblico dovrebbe essere chiamato a svolgere il suo ruolo di servizio se, oltre a tutti i requisiti professionali, non dimostri di possedere almeno cinque anni di residenza nella Regione presso la quale dovrà svolgere il proprio mandato.
Prima di tutto i sardi perché non c’è posto in Europa e in un mondo globalizzato senza una propria e forte identità che si manifesta anche nella capacità di dirigere e amministrare le cose comuni».
Tocca le corde dell’orgoglio Giacomo Meloni, e la sua voce va a unirsi al coro di dissenso che si è levato contro la nomina “straniera” nella nostra isola. Si parla tanto di professionalità, di studio, di Lauree, ma poi noi Sardi stessi non ci crediamo. A poco vale paragonare il pianeta Sanità alla squadra del Cagliari che annovera nelle sue file solo un calciatore “sardo”. A poco serve affermare che l’enologo può importarsi dalla Toscana: le nostre menti, dove le mandiamo, le nostre capacità a chi dobbiamo mostrarle? Sardi sì, orgogliosi di tutto un po’ meno, quando veniamo colonizzati, in qualunque settore ciò avvenga!
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