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Red
19 novembre 2012
Assegnisti e dottorandi scrivono a Sant'Anna
Lettera al sindaco di Alghero nella quale si sottolineano le difficoltà che si vivono tutti i giorni. «Abbiamo assistito a dichiarazione che anzichè affrontare i problemi spostando la discussione dal piano del confronto tra istituzioni e dal merito delle questioni a quello personale»

ALGHERO - Qualcosa si muove sul fronte Università ad Alghero. E così, dopo le recenti prese di posizione del Direttore del Dipartimento di Architettura di Alghero, che denunciava una situazione al limite della vivibilità per studenti e professori, a causa soprattutto della carenza di spazi, oltreché dell'assoluto abbandono di quelli esistenti, Sant'Anna ha inviato gli operai della società In House al Pou Salit per effettuare alcuni interventi di ristrutturazione. E sembra che ne seguiranno altri all'ex orfanotrofio e all'ex Asilo Sella. Intanto continua in città il dibattito intorno alle esigenze del Dipartimento, oltreché su problemi di stretta attualità (come la mancanza di riscaldamenti per l'imminente freddo invernale), anche sugli spazi futuri. Ecco la lettera di dottorandi e gli assegnisti di ricerca di Architettura ad Alghero inviata oggi (lunedì) al Sindaco di Alghero, Stefano Lubrano.
Egregio Signor Sindaco,
dopo avere sottoscritto la lettera che i componenti il Consiglio di Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica Le hanno inviato, noi dottorandi e assegnisti di ricerca le scriviamo questa ulteriore nota per esprimere la nostra preoccupazione ma anche le nostre speranze in merito alla situazione attuale e al destino di Architettura ad Alghero.
Questo nostro contributo vuole essere uno strumento a favore di una discussione pubblica pacata e nel merito delle questioni e, in un certo senso, anche una richiesta di coinvolgimento attivo in questa discussione. Per questa ragione, consideriamo questa lettera idealmente indirizzata, oltre che a Lei, a tutti i nostri concittadini. Abbiamo assistito con dispiacere ad un susseguirsi di comunicati e articoli a mezzo stampa che, anziché concentrarsi sui gravi e complessi problemi che il Dipartimento sta affrontando da diverso tempo (e su cui evitiamo di insistere, essendo stati esposti pubblicamente e ripetutamente dal nostro Direttore, in diverse sedi), chiamano in causa, con spiccato personalismo, il prof. Cecchini, spostando la discussione dal piano del confronto tra istituzioni e dal merito delle questioni a quello personale. Ci teniamo a sottolineare che il prof. Cecchini è stato eletto unanimemente Direttore di Architettura ad Alghero (per la prima volta anche dagli assegnisti di ricerca, attraverso il rappresentante in Consiglio di Dipartimento) e, in quanto tale, lo rappresenta in tutto e per tutto. É, dunque, in questa sua veste di Direttore, che il prof. Cecchini - con generosa energia e totale trasparenza - sta cercando da tempo di presentare nelle sedi adeguate le legittime istanze del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, Scuola che ambisce ad uscire dallo stato di perenne emergenza rivendicando poche ma legittime questioni. Come abitanti di Alghero, persone che lavorano, studiano e vanno a scuola chiediamo che ci venga garantito un ambiente di lavoro e di vita adatto e sicuro. Ambiente adatto e sicuro significa uno spazio di dimensioni sufficienti ad accogliere le attività didattiche e di laboratorio, che sia adeguatamente illuminato, sufficientemente riscaldato e decoroso. Ambiente adatto e sicuro significa avere a disposizione un'aula magna, un grande spazio pubblico in cui poter svolgere le attività più importanti del Dipartimento - dalla celebrazione delle lauree ai convegni internazionali - e che sia aperto alla città. Allo stato attuale, gli spazi del Dipartimento sono insufficienti e inadeguati, rispetto a qualsiasi standard e in confronto a qualsiasi media, ad accogliere le diverse attività di circa 600 studenti, 30 tra dottorandi e assegnisti di ricerca, docenti e personale tecnico amministrativo. Molte lezioni si svolgono nei corridoi. Non esistono spazi dedicati alle attività di ricerca. Le lauree si celebrano in aule che potrebbero contenere al massimo 40 persone. Quello che il nostro Direttore da tempo sta semplicemente dicendo, e noi con lui, è che non possiamo più continuare ad accettare questo stato di cose. Non si può pensare di mantenere Architettura ad Alghero costringendola alla sopravvivenza. Noi non vogliamo che Architettura ad Alghero sopravviva, vogliamo che viva, che cresca, che continui ad aprirsi alla città di Alghero e al resto del mondo e che punti all'eccellenza. E vogliamo che lo faccia ad Alghero e con Alghero. Se abbiamo votato come nostro Direttore il prof. Cecchini è perché eravamo convinti, e lo siamo ancora, che possa guidarci lungo questa strada. Auspichiamo e confidiamo, Signor Sindaco, che gli eventuali prossimi comunicati e articoli ci diano notizia di una possibile soluzione ai nostri reali, gravi, urgenti problemi e non di altre inutili polemiche. Pensiamo di poter fare la nostra parte e, quindi, chiudiamo questa lettera invitando Lei per primo e chiunque altro volesse, a farci visita, in una giornata di normale routine, non solo perché possa toccare con mano i nostri problemi, ma anche perché possa ascoltare le nostre idee e le nostre speranze per il futuro di Architettura. Ad Alghero.
Foto d'archivio
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