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Red
27 marzo 2013
Architettura: tre classi a Sassari
Lo ha deliberato il consiglio di Dipartimento. Giovedì l'incontro tra Rettore e Sindaco di Alghero. Decisione provvisoria

ALGHERO - Tutto come ampiamente previsto e annunciato in più occasioni dal direttore del dipartimento di Architettura ad Alghero, Arnaldo Cecchini, e anticipato lo scorso 5 marzo da Alguer.it. Il Consiglio di Dipartimento, considerato che nessun passo avanti sulle questioni sostanziali sarebbe avvenuto in questi mesi - spazi, personale e riconoscimento sede distaccata - delibera lo spostamento dei primi corsi da Alghero a Sassari. Una decisione provvisoria - come specifica Cecchini - che sarà discussa nella giornata di giovedì in occasione dell'incontro programmato tra Rettore, il Direttore generale dell'università, la delegazione di Architettura, Sindaco di Alghero e la Giunta. Ecco quanto deliberato all'unanimità.
Il Consiglio del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, preso atto del fatto che la situazione degli spazi è divenuta ancora più grave e che - allo stato - non sembrano più esistere le condizioni per poter disporre di nuovi spazi ad Alghero per l’inizio del prossimo anno accademico, considerato che nei locali dell’Asilo Sella (unico spazio disponibile con aule per la didattica) possono essere collocate – con un qualche agio – solo quattro delle nove classi, delibera che:
le tre classi delle laurea magistrali siano spostate a Sassari per il prossimo anno accademico, stante la disponibilità di massima di alcuni Dipartimenti ad ospitare provvisoriamente le attività didattiche del Dadu;
le sei classi delle lauree triennali siano collocate all'Asilo con i necessari interventi sull'orario e sul calendario delle lezioni per poter accogliere due classi in più rispetto alla capienza massima;
sia richiesto un incontro urgente al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione per discutere delle prospettive del Dipartimento e delle molte criticità, ormai croniche, che rischiano di vanificare il lavoro e i risultati sinora raggiunti;
queste criticità riguardano gli spazi per la didattica, la biblioteca, ospitata in un locale improprio e non più a disposizione dell’Ateneo, e gli altri spazi necessari per i laboratori e le attività di convegni e seminari, ma riguardano più in generale la sostenibilità di una sede staccata e delle risorse e dei servizi necessari al suo funzionamento.
Nella foto: Stefano Lubrano e Arnaldo Cecchini
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