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Red 16 giugno 2013
L'Ue vuole spiegazioni sul cantiere sulle dune
Occhi puntati da parte dell'Unione Europea sul cantiere edilizio sulle dune di Badesi. La Commissione contatterà le autorità italiane per ottenere chiarimenti in merito all'applicazione delle direttive sulla valutazione d'impatto ambientale


BADESI - E’ giunta la prima risposta all’interrogazione parlamentare che lo scorso 24 aprile 2013, l’on. Andrea Zanoni, deputato europeo ecologista indipendente (gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa), aveva presentato alla Commissione europea riguardo il cantiere edilizio con lavori in corso situato presso le dune di Badesi (OT), a breve distanza dal mare e in assenza di positiva conclusione delle prescritte valutazioni ambientali preventive e vincolanti: il Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik ha affermato che “la Commissione contatterà le autorità italiane per ottenere chiarimenti in merito all'applicazione delle direttive 2011/92/UE sulla Valutazione d'Impatto Ambientale e 92/43/CEE Habitat al progetto edilizio”.

Anche l’Unione europea chiede conto del cantiere aperto in ambiente dunale. In precedenza e sulla medesima attività edilizia in odore d’illegittimità, nei giorni scorsi l’on Nicola Bianchi (primo firmatario), insieme agli on.li Vallascas, Pinna, Cristian Iannuzzi, Corda, Busto, Tofalo (MoVimento 5 Stelle), aveva presentato l’interrogazione parlamentare n. 4-00717 del 6 giugno 2013, mentre l’11 giugno 2013 erano stati i senatori Serra, Cotti, Nugnes, Lucidi, Martelli, Moronese, Cioffi, Blundo, Scibona, Ciampolillo, Gaetti, Gambaro, Mussini, Petrocelli, Morra, Cappelletti, Pepe, Orellana, Donno, Romani Maurizio (MoVimento 5 Stelle) a presentare l’interrogazione parlamentare n. 4-00341.

Al Consiglio regionale sardo, il 15 maggio 2013, era stata l’on. Claudia Zuncheddu (prima firmataria), insieme agli on.li Daniele Secondo Cocco, Carlo Sechi e Giorgio Cugusi (Gruppo Sel sinistra ecologia libertà) - Sardigna Libera), a presentare l’interrogazione n. 1119/A. In proposito sono state numerose le richieste di informazioni ambientali e di opportuni interventi inoltrate alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico a partire dall’agosto 2011, dalle quali è emersa una situazione di dubbia legittimità del cantiere a due passi dal mare gallurese.
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