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Red 16 luglio 2013
Eon fumata nera in Regione: la Provincia accusa
L’incontro convocato stamattina dalla Regione per discutere dei problemi legati all’impianto E.On di Fiumesanto produce l’ennesima fumata nera e suscita la veemente reazione della Provincia di Sassari nei confronti dell’amministrazione Cappellacci


SASSARI - «Il problema di Fiumesanto non è più E.On, la cui strategia di disimpegno è drammaticamente chiara a tutti, ma la totale incapacità della Regione di affrontare il problema in maniera adeguata e di rapportarsi autorevolmente col governo nazionale, portandolo a capire che questa situazione chiama in causa direttamente i rapporti tra Stati». La presa di posizione della Provincia di Sassari è perentoria. Dopo l’ennesima fumata nera nell’ambito di una trattiva dalle prospettive sempre più ristrette, il presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici, l’assessore provinciale del Lavoro, Rosario Musmeci, e l’assessore provinciale dell’Ambiente, Paolo Denegri, assumono un unanime atteggiamento di condanna nei confronti del governo regionale e puntano con decisione il dito contro il governatore, Ugo Cappellacci.

Ad acuire il senso di delusione e di rabbia degli esponenti dell’esecutivo provinciale è l’incontro convocato per questa mattina a Cagliari, cui hanno preso parte gli assessori Musmeci e Denegri, in costante contatto telefonico con il presidente Giudici. Un summit andato a vuoto, «non tanto o non solo per l’assenza di E.On, che ormai snobba sistematicamente ogni occasione di confronto – dice Musmeci – ma per la totale mancanza di idee e di cose da dire da parte della Regione». Una posizione che i due assessori hanno esplicitato anche al termine dell’incontro cui hanno partecipato – oltre a Regione e Provincia - il Comune di Sassari e le parti sociali. «Le scelte di E.On sono chiare e note a tutti – è la riflessione di Paolo Denegri – non è interessata a realizzare il quinto gruppo e non garantisce le manutenzioni straordinarie degli impianti, per l’utilizzo dei quali ha esaurito la deroga di 1400 ore e si appresta a chiederne un’altra».

In più, aggiunge Musmeci, «la società conferma l’esubero di 120 unità e invoca contratti di solidarietà». Di fronte a una strategia così chiara, «il problema è la capacità o meno di richiamare tutti alle proprie responsabilità, considerato che E.On è partecipata dallo Stato tedesco», prosegue l’assessore provinciale del Lavoro. «Ciò di cui va discusso con urgenza è come garantire a regime il fabbisogno energetico dell’isola, sia per usi civili che industriali», è l’appello di Rosario Musmeci. A questo scopo, «bisogna uscire dalla logica delle deroghe e garantire il rispetto degli accordi sottoscritti», chiede Alessandra Giudici. «Stiamo semplicemente parlando della realizzazione di impianti in grado di garantire la sufficienza energetica in Sardegna – conclude Paolo Denegri – che al momento non è garantita dalla connessione alla rete continentale tramite il Sapei».
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