In 107 hanno firmato una lettera che è stata inviata all´associazione "Socialismo Diritti Riforme" e alla direzione della casa circondariale di Massama
ORISTANO - Si allarga la protesta nel carcere di Massama a Oristano. Dopo che erano stati i detenuti in regime di massima sicurezza ad alzare la voce
[LEGGI], anche i detenuti comuni denunciano i problemi legati al sovraffollamento e ad altre carenze della struttura carceraria. I detenuti chiedono di poter utilizzare la Biblioteca, di frequentare la palestra, di poter svolgere qualche partita di calcio nelle ore pomeridiane, lamentano l'assenza di attività socio-culturali e soprattutto l'impossibilità di lavare adeguatamente i panni in una lavanderia attrezzata.
In 107 hanno firmato una lettera che è stata inviata all'associazione "Socialismo Diritti Riforme" e alla Direzione della Casa Circondariale. Nel carcere di Massama, affermano, non ci sono figure professionali importanti come lo psicologo e il dentista
"La realtà di Massama - spiega Maria Grazia Caligaris, presidente di Sdr - è attualmente una delle più complesse. La presenza di circa 260 detenuti, 160 dei quali in regime di Alta Sicurezza, prevalentemente ergastolani, sta costringendo la Direzione a ridurre gli spazi di convivenza collocando nella stessa cella anche tre detenuti, nonostante le celle siano state previste al massimo per due persone. Ciò provoca le periodiche rumorose proteste. Difficile inoltre pensare al recupero sociale con tre soli educatori. Articolato su più piani e padiglioni, l'Istituto ha un numero inadeguato di Agenti di Polizia Penitenziaria. Sono infatti poco più di settanta unità per ogni turno con evidenti lacune per garantire un reale equilibrio tra trattamento e sicurezza".
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