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S.A. 12 giugno 2014
Rapina al tabaccaio, arrestati dopo 4 mesi
I tre, due ai domiciliari e uno denunciato, sono ritenuti responsabili della tentata rapina consumata a Nuoro il 4 febbraio scorso ai danni del tabaccaio Gonario Ticca


NUORO - All'alba di stamattina, la Squadra Mobile di Nuoro ha eseguito due ordinanze di misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di M. F., 23 anni di Oliena, disoccupato, e di G. S., 23 anni di Oliena, disoccupato, indagati per tentata rapina aggravata e lesioni, in concorso. Per gli stessi fatti è stato denunciato in stato di libertà M.S., minorenne di Nuoro. I tre sono ritenuti responsabili della tentata rapina consumata a Nuoro il 4 febbraio scorso ai danni del tabaccaio Gonario Ticca. I tre giovani, con il volto travisato, avevano aspettato il titolare davanti all'ingresso della sua abitazione, dopo la chiusura del proprio tabacchino. Non appena sceso dalla sua auto insieme alla figlia, i malviventi lo avevano circondato e aggredito con calci e pugni per farsi consegnare l'incasso. La reazione della vittima, della figlia e di alcuni vicini, che avevano iniziato a urlare chiamando aiuto, avevano messo in fuga i rapinatori.

Gli stessi vicini avevano chiamato il 113 e di lì a poco erano sopraggiunte due Volanti e una pattuglia della Squadra Mobile.
Durante le perlustrazioni delle strade circostanti, dopo circa trenta minuti, una Volante aveva fermato una Fiat Punto con a bordo i tre indagati, che avevano cercato di sottrarsi al controllo in Viale Resistenza, invertendo repentinamente il senso di marcia. All'interno del veicolo, nei portaoggetti, la Polizia aveva rinvenuto due passamontagna e due paia di guanti in lattice. Un altro paio di guanti era stato trovato a poca distanza dal luogo della tentata rapina.

I tre, quella sera, erano stati portati in Questura, interrogati per diverse ore e sottoposti a rilievi fotosegnaletici; tuttavia non era stato possibile trarli in arresto per la mancanza di sufficienti elementi a loro carico. Nei giorni successivi, gli uomini della Sezione Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile, diretta da Fabrizio Mustaro, e il Pm Andrea Vacca, avevano condotto una serie di interrogatori di testimoni e delle vittime, ai quali erano seguite alcune perquisizioni domiciliari a carico dei tre sospettati e due sopralluoghi della Polizia Scientifica. Durante queste perquisizioni erano stati rinvenuti degli indumenti che corrispondevano esattamente a quelli utilizzati dai rapinatori. Sulla base degli indizi raccolti la sera del fatto e degli altri elementi di prova successivamente individuati, il Gip di Nuoro Mauro Cozzella ha disposto le misure cautelari, sottolineando «l'estrema gravità del fatto, la temerarietà dell'azione e la tendenza al facile guadagno dimostrata dai malviventi».
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