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A.B. 18 giugno 2014
Servitù militari: via alla conferenza nazionale
Domani è previsto l’intervento del presidente della Regione Autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru


CAGLIARI - L'intervento dei sindaci di comuni interessati dalle servitù militari ha impresso una nota politica alla prima giornata della Conferenza Nazionale sulle Servitù militari, che si svolge a Roma oggi e domani. Organizzata dal Ministero della Difesa nell'aula magna della città militare di Cecchignola, la conferenza si era riunita una sola volta, nel 1981. La posizione della Sardegna, che sarà rappresentata domani dal presidente della Regione Francesco Pigliaru, è quella votata nell'ordine del giorno di martedì del Consiglio Regionale, che ribadendo il rispetto per il ruolo delle forze armate e nello stesso tempo prendendo atto della necessità di un riequilibrio, pone richieste chiare allo Stato.

L’Ordine del giorno approvato impegna il presidente della Regione Autonoma della Sardegna a proseguire le interlocuzioni con il Governo, a partire appunto dai lavori della seconda Conferenza Nazionale, per arrivare alla stipula di un’Intesa i cui contenuti dovranno essere preliminarmente illustrati al Consiglio Regionale. Al centro dell’accordo, dovrà essere l’impegno del Governo appunto verso un riequilibrio del gravame militare, attraverso la previsione di una progressiva diminuzione delle aree soggette a vincoli e la dismissione dei Poligoni di Capo Teulada e Capo Frasca, nonché la riconversione del Poligono di Salto di Quirra. Punti fondamentali saranno inoltre l’istituzione di osservatori permanenti per il monitoraggio ambientale in ciascun poligono militare e l’avvio di una valutazione indipendente, secondo standard internazionali, degli eventuali costi da mancati sviluppi alternativi dei territori. Si dovrà prevedere, in più, l’avvio di un tavolo tecnico finalizzato alla ridefinizione del sistema dei contributi ai Comuni maggiormente oberati da servitù militari. L’Intesa dovrà poi stabilire la destinazione, nell’ambito dei processi di riconversione delle attività svolte nei poligoni, di una quota degli investimenti statali in ricerca ed innovazione anche in una prospettiva“dual use”, in misura proporzionale al gravame militare, al fine di avviare processi di sviluppo e di incremento dell’occupazione e delle competenze nei territori. Tra i contenuti, infine, la sospensione delle esercitazioni militari nel periodo estivo a partire dall’1 giugno al 30 settembre.

Nelle differenti prospettive ed espressi come esigenze delle comunità locali, i punti sono stati toccati oggi dai sindaci. Gli interventi dei primi cittadini di Perdasdefogu, Teulada, Sant'Anna Arresi, Arbus e La Maddalena hanno evidenziato le difficoltà di territori che soffrono la presenza delle servitù in termini di inaccessibilità, mancato sviluppo, tutela ambientale e della salute. Lo stato delle cose, per quanto riguarda la Sardegna, è stato illustrato da Alessandra Berry, funzionario della Direzione generale della Presidenza della Regione, intervenuta insieme ai rappresentanti tecnici delle Regioni Puglia e Friuli-Venezia Giulia. La scheda presentata dalla Sardegna ha mostrato i dati delle servitù nell'Isola, su cui si registra un grado di incidenza dei gravami di circa il 65percento rispetto al totale nazionale: oltre 30mila ettari impegnati dal Demanio militare, spazi aerei sottoposti a restrizioni o interdetti, 80chilometri di costa non accessibili per alcuna attività economico-turistica, tre poligoni di tiro (Capo Teulada, Capo Frasca e Salto di Quirra) che sono i più vasti d'Europa. Un'analisi dettagliata, presentata ai tecnici del Ministero prospettando un'integrazione così da elaborare un quadro di informazioni e conoscenza chiaro e definito. All'interno delle considerazioni tecniche portate all'attenzione della Conferenza da parte del Ministero della Difesa, per voce del generale Alberto Rosso, è emerso che il trasferimento in altre zone delle attività svolte a Teulada, Quirra e Capo Frasca appare "non facile", ma è stato sottolineato che la Difesa ha avviato un costruttivo percorso (dove possibile) per trovare soluzioni "attagliate" alle esigenze locali e ripensare i poligoni come "opportunità di cooperazione civile e militare", così come l'avviare, secondo linee concertate tra la Difesa e la Regione Sardegna, un processo di riduzione delle aree interessate.

Nella sezione della Conferenza dedicata alla ricerca, è stato Gianluigi Sechi del Crs4 a fare il punto sulla situazione del sistema regionale della ricerca in Sardegna e dello specifico ruolo del Crs4, così come delle potenzialità di sviluppo attraverso la ricerca non solo per quanto riguarda il territorio regionale, ma in un'ottica più ampia. «Dare un'opportunità investendo sul sistema sardo della ricerca - ha detto - significa non compensazione per qualcosa che ci viene tolto, ma un investimento che può dare alla Difesa e allo Stato un vantaggio competitivo, in quanto in Sardegna esistono competenze scientifiche e tecnologiche all'avanguardia - il tutto - con la ferma condizione che la ricerca sia a servizio della società civile in ambiti tematici di interesse strategico per la Regione - mettendo inoltre l'accento sulla - necessità di un patto territoriale, perché qualunque tipo di progetto o attività imprenditoriale non può essere portato avanti in mancanza di una visione del futuro condivisa». L'ultimo intervento tecnico in programma era affidato al generale Nicolò Falsaperna, che ha fatto il punto sugli indennizzi, analizzando e riassumendo i riferimenti di legge. La criticità rilevata rispetto agli indennizzi ai privati, è stata il fatto che viene elaborato a monte un programma di spesa che non sempre può essere rispettato per mancanza di risorse. Sarebbe quindi opportuno da parte del Ministero delle Finanze, come ha rilevato Falsaperna, che l'individuazione dello stanziamento nel capitolo di bilancio avvenga nel momento stesso in cui viene realizzato il programma di imposizione della servitù. Alla prima giornata della Conferenza hanno assistito, partecipando con interventi dal pubblico, anche alcuni parlamentari sardi e componenti della Commissione Difesa alla Camera.
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