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A.B. 25 giugno 2014
La Fondazione Dinamo sposa il progetto Echo
L’iniziativa volta a raccogliere fondi a favore di Earth Child House–Sa Domo de Sos Pitzinnos de sa Terra sarà sostenuta dalla società sassarese


SASSARI - Questa mattina, mercoledì 25 giugno, negli spazi della Club House della Dinamo Sassari, in Via Nenni, è stato presentato il progetto musicale “Echo”, idea sostenuta dalla “Fondazione Dinamo” del presidente Carlo Sardara a favore di “Earth Child House” (“Sa Domo de Sos Pitzinnos de sa Terra”), le cui iniziative già in passato erano stato oggetto di collaborazione ed attenzione per la Fondazione biancoblu. Il progetto musicale Echo, sostenuto dalla Fondazione Dinamo e da artisti sardi ed internazionali, nasce per realizzare un sogno: la creazione in Sardegna della prima biosfera in cui i bambini terminali e le loro famiglie possano trascorrere una settimana di felicità e serenità a contatto con la natura.

Un impegno convinto da parte di un gruppo di artisti (Tazenda, Elena Ledda, Piero Marras, Rossella Fara, Cordas et Cannas, Elva Lutza, Chichimeca, DrBoost feat. Claudia Crabuzza, Nasodoble, Carlo Doneddu, Ester Formosa dalla Spagna, Agricantus dalla Penisola, Clark Datchler from Johnny Hates Jazz dalla Gran Bretagna, Marie Hines dagli Stati Uniti e Lilian Vieira dal Brasile), che hanno deciso di realizzare un cd ad hoc con brani originali mettendosi a disposizione per altre iniziative che possano aiutare a raccogliere fondi utili alla causa. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet “Musicraiser”, mentre è possibile effettuare donazioni anche collegandosi al sito dell’Earthchildhouse.

«Per noi è un onore promuovere una nuova iniziativa della Earth Child House – ha dichiarato il presidente della Fondazione Dinamo Carlo Sardara - una nuova iniziativa volta alla raccolta fondi per questo nuovo progetto Echo. La Fondazione Dinamo che ha tra i suoi scopi quello di sostenere i giovani e cercare di migliorare la loro qualità della vita non può che sposare questo progetto come ha già fatto in altre occasioni e cercherà tramite il suo braccio armato che è la Dinamo di promuovere questa raccolta fondi, è il momento di darsi da fare per portare a casa il risultato». « Sin dall’inizio – ha sottolineato la coordinatrice di Earth Child House Marisa Ferraro - abbiamo volutamente dato un nome sia inglese che sardo per sottolineare quest’aspetto identitario. Il progetto è il primo al mondo di questo tipo, un progetto che ha il suo cuore e le sue radici in Sardegna, un progetto che per noi non è soltanto una casa ma un nuovo modo di vedere la vita, il ritornare a vedere la terra come unica dottoressa che può veramente guarire. La volontà è quella di regalare ai bambini malati terminali e i loro genitori momenti di bellezza e un’avventura a contatto con la natura.

Il comune di Villanova ha già offerto un terreno in cui poter sviluppare questo progetto realizzato da Emilia Costa, una delle prime bioarchitette d’Italia e una delle più importanti del mondo. Ora siamo nella fase della raccolta fondi, il progetto Echo non è solo un cd, dove tra l’altro ci sono canzoni inedite, non volevamo una fredda compilation, ma una partecipazione quindi è stata realizzata una canzone collettiva e la canzone “Madre Terra” dei Tazenda è stata reinterpretata da tutti i cantanti che sono nel cd, penso sia la prima volta che i cantanti sardi si uniscano tutti insieme per una canzone. A noi adesso serve finanziare il cd, il video ed un evento live del progetto Echo, un nome che vuole essere di buon auspicio, siamo partiti a fine maggio con la raccolta e abbiamo due mesi di tempo per raggiungere l’obiettivo minimo di 6mila euro». «Ci sono tre parole che ci hanno colpito subito: bambini, terra e sofferenza. Per un artista – ha dichiarato Gino Marielli dei Tazenda - queste tre parole sono sufficienti per provare a creare un lavoro musicale, siamo contenti se con questo progetto riusciremo a dare il nostro piccolo contributo».

Per Alessandro Carta dei Nasodoble, «la cosa importante è stata rendersi conto che questo progetto è una cosa enorme, il fatto che sia nato in Sardegna deve riempire di allegria e orgoglio tutti i sardi perché è da tutti i sardi che ci si aspetta una cura e un’attenzione grande per questo progetto». «Con una canzone non si possono risolvere tutti i problemi del mondo – ha concluso Gigi Camedda dei Tazenda - ma credo che una canzone possa servire per sollevare le coscienze e avvicinare la gente ai problemi. Quando poi il tema sono i bambini basterebbe un po’ di attenzione e buon senso da parte di tutti per far diventare grande questo progetto».

(Foto Dinamo Basket)
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