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Antonio Burruni 11 agosto 2014
Spettacolo: un’esplosione di ritmo con Alverio Cau
Il poliedrico artista di Tramatza è in tour con Mi manda Raimondo No´ Balent, il suo nuovo varietà per varie età, che lo vede sul palco assieme alle Balentine, le ballerine di Settimo San Pietro Viola Mereu e Fiorella Melis. La nostra redazione lo ha avvicinato alla fine di una serata al circolo sardo Su Nuraghe di Alessandria


TRAMATZA - Classe 1958, originario di Tramatza. Intrattenitore, cantante ed umorista: il suo nome è Alverio Cau. Diciamo che a pronunciare il suo nome, il quadro è già chiaro, non necessita di troppe spiegazioni, ma puntiamo a proporre la cornice ben dettagliata del suo iter, dagli albori ad oggi. Andando a ritroso nella sua carriera artistica, lo vediamo nascere a Santa Giusta come cantante solista del “Santa Giusta Sound”, dove andrà far parte dei “Dinosauri” (1975-1977) e dei “Salis & Salis” (1978 e '79) con i quali, giovanissimo, insieme a Benito Urgu, è co-protagonista di “Su Mummuttone”: la prima commedia musicale in limba della storia. Da questo momento in poi, condivide il suo cammino professionale con lo stesso Urgu e con lui, dal 1983 al 1992, scrive, produce e rappresenta i più famosi spettacoli e prodotti discografici di successo che hanno fatto crescere, ridendo, almeno due generazioni e per citarne alcuni, “Chi l'ha visto”, “Boghes de Domo”, “Un giorno in pretura”, “Cicitta è facendo salciccia”, “Visitors” e “Pala' Benito”. Dal 1993 al 2004, intraprende numerose esibizioni personali, pubbliche e private, grazie alle quali arricchisce il repertorio portando sulla scena le canzoni più popolari della musica etno-beat ed etno-pop oristanese degli Anni Sessanta e Settanta, assieme ad altre varie canzoni proprie originali. Inoltre, in quel periodo sviluppa le sue già fondate capacità di intrattenitore e animatore. Nel 2003. esce il primo cd singolo, “Martinikka Makka”. Personalizza così le performance con il proprio inconfondibile stile di “showman tuttofare”, passando con disinvoltura dall'intrattenimento musicale e dall’animazione alla presentazione di rassegne varie, sfilate di moda, eventi canori e festival. Durante un nuovo ciclo di collaborazione con Benito Urgu (dal 2005 al 2010), scrive e mette in scena nuovi spettacoli e prodotti discografici come “Mattagà”, “Centu Barrittas”, “Io Ce Lai” e “Sardo Sardo”. E' un periodo molto fortunato e ricco di successi suggellati dalla partecipazione ad importanti programmi dei network nazionali. Nel 2011, torna in scena con “Mi Manda RaiMondo”, il suo nuovo spettacolo di varietà comico-musicale. Un “contenitore” condito di canzoni e balletti arricchito di ospiti vari: comici nazionali del calibro di Demo Mura. Nell'inverno 2013-2014, è ospite del programma “Fuori Onda” su “Videolina”, mentre, per l'estate 2014, presenta “Mi manda Raimondo No' Balent”, il “varietà per varie età”. La nostra redazione ha avvicinato Cau alla fine di una serata al circolo sardo “Su Nuraghe” di Alessandria

«Per la prima volta, si tratta insieme di un varietà comico-musicale abbinato a una performance più classica – spiega - La formula prevede una giusta complicità tra i soggetti in schema che interagiscono più volte offrendo spaccati di divertimento in musica e ballo, anche folkloristico, interpretando brani originali e classici del vastissimo repertorio isolano. Mi manda Raimondo, il varietà, con me e le Balentine: Viola Mereu e Fiorella Melis, le due ballerine, di Settimo San Pietro. E’ uno spettacolo di animazione molto varia, che va da canzoni d'epoca del mio personalissimo repertorio fino a canzoni di autori contemporanei. In questo contesto presento inoltre il mio nuovo cd, Mi Manda Raimondo, che contiene quattordici canzoni di cui sono autore e interprete».

Se ti dico “A chent’annos”, lo interpreti come un augurio oppure c’è altro?
«Beh, l’augurio è ben accetto, ma confermo c’è di più. A Chent'annos, è la parte impegnata dello spettacolo confezionato apposta per i Circoli dei Sardi sparsi nel mondo. E' il titolo di una bellissima canzone di Michele Turnu, il maestro e musicista che compone il cast».

Invece, Serena e Michele chi sono?
«Serena Oggiano, originaria di Macomer, è la cantante; con una decennale esperienza alle spalle, già cantante dei Malinda Mai. Ora in carriera da solista. L’oristanese Michele Turnu, invece, è il tastierista, appunto: musicista, cantante e autore con ultradecennale esperienza folk e etno-pop. Maestro direttore di vari cori sardi molto affermati».

In occasione della festa di Sant’Ignazio, siete stati ospiti del circolo sardo “Su Nuraghe” di Alessandria. Come hai trovato la realtà dei sardi emigrati, se questa è stata una prima esperienza?
«Posso solo dire che era una "prima assoluta" di una combinazione nuova e quindi anche sperimentale per cui posso andare soddisfatto del risultato e della qualità di quanto abbiamo proposto. Ho trovato un'ottima risposta del pubblico. Ci tengo a sottolineare che abbiamo partecipato attivamente anche alla Santa Messa con Michele che ha prima accompagnato tutta la processione con la fisarmonica e poi, durante la messa, vari momenti musicali con la tastiera, sulla quale Serena ed io abbiamo cantato alcuni brani del repertorio sacro sardo. Anche in questo caso, pur essendo la prima volta in assoluto che ci siamo prodotti in questo tipo di performance, abbiamo ottenuto ottimi consensi di gradimento generale. Concludo indicandoti un dettaglio a cui tengo moltissimo. In questa fase, io, dopo oltre quarant'anni, mi sto finalmente proponendo da "solista" con le mie personalissime produzioni. Sono onorato di essere stato protagonista di una realtà sarda, fuori dalla Sardegna e spero ci potranno essere altre occasioni».

L’intervista si conclude con un intervento del presidente del circolo Su nuraghe Vittorio Farci, che ci da la sua impressione sulla serata appena conclusa da Alverio ed il suo gruppo: «E’ una persona amabilissima. Socievole, alla mano, piacevole. Per me è stato un successo, anche averlo conosciuto di persona! Con il repertorio proposto ci hanno riportati indietro di anni, ci hanno fatti sentire vicino alla nostra Terra con la loro voce. Eccezionale lo spettacolo, tutti davvero bravissimi! Un’ampia commozione da parte dei presenti, durante la messa. Sono stati non solo cantanti, ma anche “persone”: hanno interpretato i canti col cuore! Posso affermare che Alverio e il suo gruppo, si sono inseriti da subito “da sardi”. Un grazie speciale alla maestria di Alverio, al suo sublime essere competente e capace intrattenitore».

Nella foto: Alverio Cau
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