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D.C. 12 novembre 2014
«Primo no agli speculatori del mar di Sardegna»
Pericolo scampato, almeno per ora, dai cetacei e dai mammiferi del mare, che stando a quanto spiegato dal Grig, sarebbero stati minacciati dagli spari d'aria compressa previsti dal progetto Schlumberger Italiana Spa, bocciato dalla Commissione Via-Vas, ma non ancora definitivamente respinto


STINTINO - L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus guarda con grande soddisfazione al risultato positivo del procedimento di valutazione di impatto ambientale, conclusosi il 7 novembre con il parere negativo della Commissione Via-Vas del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare nei confronti del progetto di indagine geofisica "2D" in una vastissima area del Mar di Sardegna, presentato dalla società di ricerche petrolifere "Schlumberger Italiana Spa". Infatti, il Grlg, il 24 giugno aveva inoltrato un atto di intervento nel procedimento di Via, coinvolgendo Ministero, il Servizio valutazione impatti della Regione autonoma della Sardegna, il Parco nazionale dell’Asinara, il Parco naturale regionale di Porto Conte, l’Area marina protetta del Sinis–Mal di Ventre, tutti i Comuni rivieraschi (Alghero, Bosa, Cuglieri, Magomadas, Narbolia, Porto Torres, San Vero Milis, Sassari, Stintino, Tresnuraghes, Villanova Monteleone) ed infine i comitati e cittadini.

Quindi, sebbene in realtà il procedimento non sia ancora completamente concluso, il Grlg, a fronte di 377 atti di intervento, ha motivo di pensare che la Commissione Via/Vas ne sarà influenzata al punto da negare la compatibilità del progetto ambientale. Comunque, per ora «gli speculatori dell’energia» sono stati respinti dal centro del Mediterraneo e precisamente da quasi 21mila chilometri quadrati, contigui al ben noto “Santuario Pelagos” (il Santuario per i Mammiferi marini), istituito come area marina protetta di interesse internazionale e area specialmente protetta di interesse mediterraneo, in base all’Accordo internazionale sottoscritto a Roma il 25 novembre 1999 e ratificato con legge n.391/2001.

L’attività di prospezione, secondo quanto riportato nello studio di impatto ambientale, consisterebbe in “spari” di aria compressa per oltre 7300 chilometri di tracciato complessivo, per un periodo di 10 settimane. Questi “spari” inoltre avrebbero una cadenza di uno ogni 5-15 secondi, con intensità sonora variabile fra 240 e 260 decibel, «intensità cioè – spiega Stefano Deliperi del Grlg - superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini».

Quindi, «il danno alle specie di cetacei e di tartarughe marine ben presenti nell’area marina interessata sarebbe devastante, sia sul piano uditivo che sotto il profilo dell’orientamento e altrettanto potrebbe ipotizzarsi per le specie ittiche, anche di interesse commerciale, con indubbi riflessi negativi sull’economia del settore della pesca». Ragion per cui, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un definitivo provvedimento di pronuncia di incompatibilità ambientale da parte del Ministero dell’ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.
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