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A.B. 13 febbraio 2015
Lecceta di Caprera: al via il recupero fitoterapico
Nell’ambito delle attività previste da una convenzione di ricerca stipulata dall’Ente Parco Nazionale dell´Arcipelago di La Maddalena, è stata avviata una sperimentazione per favorire il recupero sanitario di alberi attaccati da parassiti


LA MADDALENA - Nell’ambito delle attività previste da una convenzione di ricerca stipulata dall’Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena con l’Università degli Studi di Sassari, all’interno di un’area pilota delimitata nella lecceta di Caprera è stata avviata una sperimentazione per favorire il recupero sanitario di alberi attaccati da parassiti fungine dei generi “Diplodia” e “Phytophthora”. Tali parassiti sono ritenuti i principali responsabili dei deperimenti e delle morie di piante che in questi ultimi anni si stanno diffondendo nelle formazioni boschive delle isole dell’Arcipelago, compromettendone progressivamente la biodiversità.

La sperimentazione è stata effettuata da Benedetto Linaldeddu e Bruno Scanu, del gruppo di ricerca di Patologia forestale dell’Università di Sassari, coordinato da Antonio Franceschini, in collaborazione con l’Ente Foreste della Sardegna. All’interno della lecceta sono state individuate tre distinte aree: nelle prime due, gli alberi sono stati trattati con prodotti a base di fosfito di potassio. Nella prima, il prodotto è stato somministrato utilizzando appositi dispensatori applicati direttamente sul fusto degli alberi, nella seconda area di intervento è stata utilizzata la tecnica di “aspersione del terreno intorno alle piante infette con una soluzione acquosa.

In entrambi i casi, sono stati utilizzati formulari appositamente studiati per il trattamento di piante arboree in aree verdi nel rispetto della direttiva 2009/128/Ce del Parlamento Europeo. Nella terza zona, gli alberi non hanno subito alcun trattamento in modo da poter verificare, con opportuni confronti in sede di analisi dei risultati, l’efficacia dei trattamenti effettuati nelle aree sottoposte ad intervento. Per non compromettere l’esito della sperimentazione, il passaggio di persone all’interno dell’area è interdetta per tutta la durata della prova, come riportato nei cartelli esplicativi posti lungo la recinzione dell’area pilota.
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