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Mariangela Pala 28 ottobre 2015
Ente foreste: «Asinara ecosistema compromesso, ripristino fra 50 anni»
Firmato l´accordo, previsto nell´ambito della convenzione quadro, tra l’Ente Parco Nazionale dell’Asinara e l’Ente foreste della Sardegna, rappresentata dal Commissario straordinario Giuseppe Pulina, che prevede l´attivazione di singoli programmi di intervento per una migliore gestione del Parco stesso


PORTO TORRES - «Se è difficile portare avanti dei progetti laddove ci sia una competenza esclusiva, ancora più difficile diventa raggiungere gli obiettivi quando c’è una frantumazione di competenze come nel caso dell’Asinara. L’unico modo per conseguire determinati scopi, è la cooperazione assoluta fra gli Enti». Così il Presidente del Parco Asinara, Pasqualino Federici sottolinea l’importanza della collaborazione sfociata in una convenzione quadro, (in vigore dal 2012 al 2016), tra l’Ente Parco Nazionale dell’Asinara e l’Ente foreste della Sardegna, rappresentata dal Commissario straordinario Giuseppe Pulina, che prevede la stipula di accordi specifici per i singoli programmi di intervento diretti ad articolare tutte le attività che garantiscono una migliore gestione del Parco stesso, dalla prevenzione alla vigilanza, sino al controllo via mare e via terra dell’isola, con un travaso di risorse economiche del Parco all’Ente foreste.

Questo pomeriggio la firma dei due soggetti interessati alla convenzione per la manutenzione ordinaria di alcune piste forestali presenti sull’isola, tale da facilitare gli interventi di eradicazione di alcune specie animali. Uno dei tanti problemi specifici da cui nasce la comunione d’intenti. «Per l’Asinara flora e fauna sono elementi fondamentali, patrimoni messi in pericolo quotidianamente, ed io – afferma Federici - non perderò occasione di dire agli uomini politici che è inutile parlare del Parco senza fare precise scelte politiche dirette a tutelare l’ambiente del Parco stesso». Un chiaro riferimento a vicende – la devastante marea nera che nel gennaio 2011 inquinò il Golfo dell’Asinara - che hanno rischiato di compromettere il territorio, la vegetazione e gli animali dell’isola.

«Riportare le petroliere nel Golfo dell’Asinara sarebbe devastante per il territorio e il lavoro, - dice Federici – a queste scelte il Parco e L’Ente Foreste devono opporsi perché affonderebbero i posti di lavoro nel settore turistico. Scegli l’Asinara come prospettiva turistica e la salvaguardia del territorio». La collaborazione tra i due Enti, che lavorano con finalità analoghe, nasce per affrontare insieme alcune criticità presenti sull’isola Parco, come la necessità di eradicazione di ibridi di cinghiale e capre inselvatichite immessi dall’uomo, estranee al sistema e all’ambiente dell’Asinara e che provocano danni alla flora e alla fauna. Il cinghiale e il gatto domestico contribuiscono a far sparire le pernici, mentre la capra divora tutte le essenze ad eccezione della euforbia perché velenosa, una pianta che sta sostituendosi ad altra vegetazione tipica del luogo.

«L’impegno istituzionale di Ente foreste nei parchi ha come obiettivo quello della salvaguardia degli ecosistemi soprattutto terrestri, – spiega il Commissario Giuseppe Pulina – nello specifico l’Asinara è un ecosistema fragilissimo, perché è stato maltrattato attivamente per 150 anni dalle deportazioni in massa dei prigionieri, dalla presenza di un amministrazione carceraria che aveva finalità diverse dalla difesa del biosistema terrestre, e il coraggio del Parco è stato quello di mettere mano ad un sistema estremamente compromesso dal punto di vista naturalistico».

Un complesso che tuttavia ha una capacità di ricostituzione degli equilibri naturali molto bassa, vista la condizione ambientale molto critica: alta ventosità, piovosità incostante e venti salmastri che rendono fragile la struttura dell’isola, che richiede tanto tempo, oltre 50 anni, per ricostituire i cicli naturali. «Il Parco - sostiene il Commissario dell’Ente foreste - ha bisogno di grossi investimenti culturali che porteranno a dei risultati solo dopo decenni di interventi. Sull’Asinara va messo un progetto di un secolo, una progettualità capace di guardare da qui a quando noi non ci saremo più». L’Ente foreste interviene abbracciando il progetto del Parco, realizzando, con la propria task force, ulteriori piani di lavoro che rispondano, a diversa scansione temporale, alle esigenze fondamentali dell’Asinara.

Tre i progetti condivisi da entrambi gli Enti: il programma di depopolamento animali, che da febbraio ad ottobre 2015 ha portato alla rimozione di 464 capre e 265 ibridi di cinghiali; le piste forestali, interventi di manutenzione sulla rete viaria principale e secondaria, un sistema per rendere praticabili le strade ed intervenire in maniera celere sulla rimozione degli animali, e il progetto sulla biodiversità, ossia interventi su specie vegetali che hanno bisogno di una riproduzione rapida per ripopolare l’Asinara.Le azioni per riedificare l’ecosistema del Parco dell’Asinara si conciliano con le scelte politiche dirette a favorire lo sviluppo turistico del territorio, in armonia con la tutela dell’ambiente e il rispetto delle regole disposte dal Piano del Parco.
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